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Gestire i litigi di coppia, la psicologa Montesi: “Il conflitto è inevitabile ma utile, il sesso riparatore non basta”

La psicologa e psicoterapeuta Lucia Montesi ha spiegato a Fanpage.it come gestire litigi e conflitti nella coppia: sono inevitabili, ma possono essere risolti.
Intervista a Dott.ssa Lucia Montesi
psicologa e psicoterapeuta
A cura di Giusy Dente
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"L'amore non è bello se non è litigarello" si dice. Ma un conto è un litigio costruttivo, un conto è un conflitto che si ricerca quasi in modo patologico. Il fulcro della questione è proprio la funzionalità che ha all'interno della coppia questo momento di "crisi": lo scontro è inevitabile, ma può essere affrontato in modo sano, può risolversi se viene gestito bene. Viceversa, spesso si tratta di pretesti futili, di discussioni che vengono innescate su basi non concrete. In questo caso, più che espressione di un malessere vero, il litigio si trasforma in un'accusa ed è impossibile uscirne, perché più che risolvere il problema il solo scopo è offendere, umiliare il partner, manipolarlo. Per questo, a volte, dietro ci può essere una componente patologica: persino un disturbo della personalità, che porta a questo comportamento svantaggioso per il benessere della coppia. La comunicazione, l'empatia sono fondamentali per "fare pace" nel vero senso della parola. C'è anche chi usa il cosiddetto "sesso riparatore", che come ha spiegato a Fanpage.it la psicologa e psicoterapeuta Lucia Montesi ha i suoi pro e i suoi contro.

"L'amore non è bello se non è litigarello" si dice: è così?

Dipende da cosa intendiamo con litigio. Se usiamo litigio impropriamente come sinonimo di conflitto allora sì, il conflitto può essere utile in una coppia, oltre che essere inevitabile. Il termine litigio invece indica più precisamente un conflitto gestito male, attraverso uno scontro distruttivo con toni accesi e gesti concitati. Il conflitto di per sé è inevitabile in una coppia perché i partner hanno bisogni diversi, valori di vita diversi, abitudini e preferenze diverse, interessi diversi che facilmente entrano in contrasto. Ciò che fa la differenza è il modo in cui il conflitto viene affrontato e gestito, il modo in cui si esplicita nei comportamenti.

Quando una discussione può essere utile alla coppia?

La discussione costruttiva è il modo più sano per gestire i conflitti e per trovare una mediazione tra i bisogni diversi dei partner. Cosa significa nella pratica discutere in modo costruttivo? Ad esempio, circoscrivere la discussione al problema attuale e non rivangare questioni passate, esprimere i nostri sentimenti (quelli nascosti dietro la rabbia), ascoltare e riconoscere i sentimenti dell'altro. Ciò non significa accettarli o essere d'accordo, ma significa: ho capito che tu provi questo. Poi limitarci a descrivere il contenuto su cui non siamo d'accordo evitando di attaccare l'altro e offenderlo nella sua interezza, affrontare la discussione quando abbiamo abbastanza tempo per approfondire evitando di reagire di impulso e di fretta, imparare a disinnescare l'escalation del conflitto, ad esempio allontanandoci temporaneamente per raffreddare il clima. Le discussioni costruttive non solo sono utili ma sono anche necessarie per mediare tra le esigenze dei partner. Se in una coppia non ci sono mai discussioni, è probabile che uno dei due reprima le proprie esigenze, con conseguenze negative a lungo termine per la coppia.

Come capire se il partner ha innescato un litigio fondato su un reale malessere o se è solo un pretesto?

Quando il litigio è fondato sul reale malessere di solito è circoscritto a un problema specifico e concreto, il partner che lo innesca esprime anche quali suoi bisogni ci sono dietro e desidera trovare una soluzione, un accordo per cambiare la situazione in un modo soddisfacente per entrambi. Quando il litigio è solo un pretesto solitamente non resta confinato a un contenuto specifico ma mira ad attaccare e offendere l'interlocutore, si ripete sempre nello stesso modo senza mai arrivare a una soluzione, addossa le responsabilità sempre all'altro, usa manipolazioni come far sentire in colpa, confondere, screditare.

La ricerca del conflitto può avere una componente patologica?

Sì, quando il conflitto viene ricercato in modo costante e pervasivo può essere il segnale di un disagio o di una vera e propria patologia psichica. Può trattarsi semplicemente di una condizione nevrotica, quindi di conflitto interiore, ma può anche far parte di un più grave disturbo della personalità, come quello borderline, quello narcisistico o quello antisociale. Il conflitto è patologico quando è ripetitivo, invasivo e distruttivo, non porta a una crescita o a un cambiamento, non mira alla soluzione ma ad avere un potere sull'altro fino ad annullarlo.

Il cosiddetto "sesso riparatore" post litigio funziona? Come agisce nella dinamica relazionale?

Il sesso riparatore è comune nelle coppie e presenta vantaggi e svantaggi. Da una parte trasforma l'aggressività e la tensione emotiva in passione fisica, permettendo uno scarico all'adrenalina, al testosterone e al cortisolo, quindi dirotta l'energia che potrebbe portare ad uno scontro verso il desiderio sessuale. In alcune coppie può aumentare la complicità, ridurre l'ansia e lo stress del conflitto e ristabilire il legame emotivo. Il sesso dopo un litigio non solo può offrire sollievo, ma può anche aumentare l'eccitazione perché dà la percezione di controllare la minaccia, di avere un potere sull'altro piuttosto che esserne minacciati. D'altra parte, il sesso riparatore diventa uno svantaggio quando è l'unico modo per affrontare i conflitti, un sostituto del dialogo: così il problema alla base rimane non affrontato ma piuttosto viene nascosto sotto le lenzuola. Alla base di questa dinamica può esserci anche la paura dell'abbandono, che spinge ad avvicinarsi all'altro, in questo caso attraverso il sesso, per paura che proseguire nel conflitto ne determini la perdita. Alcune ricerche hanno anche rilevato che mentre per gli uomini il sesso riparatore è effettivamente risolutivo del conflitto, lo stesso non accade per la donna, che preferisce più spesso delle scuse chiare, o un pianto liberatorio o passare del tempo insieme, o comunque dei segnali emotivi più che sessuali.

Le informazioni fornite su www.fanpage.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.
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