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Fare arte riduce davvero ansia e stress, la psicologa Gialdi: “Può diventare una forma di meditazione per la mente”

Dai puzzle alla musica, dedicare tempo ad attività creative può aiutare a ridurre stress e ansia, la psicoterapeuta Giulia Gialdi spiega perché possono migliorare l’autostima e favorire il benessere mentale nella vita quotidiana.
Intervista a Dott.ssa Giulia Gialdi
Ricercatrice della Facoltà di Psicologia dell’Università Vita-Salute San Raffaele e psicoterapeuta dell’IRCCS Ospedale San Raffaele-Turro.
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L’arte non è soltanto espressione creativa o intrattenimento. Dalla pittura alla musica, fino ad attività apparentemente più semplici come i puzzle, ritagliarsi uno spazio in cui essere creativi può avere effetti concreti sul benessere psicologico. Concentrarsi su un gesto, un’immagine o una composizione aiuta infatti a interrompere il flusso continuo di pensieri, ridurre lo stress e ritagliarsi uno spazio di presenza nel quotidiano. Ne abbiamo parlato con Giulia Gialdi, ricercatrice della Facoltà di Psicologia dell’Università Vita-Salute San Raffaele e psicoterapeuta dell’IRCCS Ospedale San Raffaele-Turro, che ha spiegato in che modo l’arte, nelle sue diverse forme, possa influire positivamente sulla salute mentale.

In che modo l’arte, nelle sue diverse forme, può influire sul benessere psicologico di una persona?

In generale l’arte viene utilizzata anche come vera e propria tecnica terapeutica: si parla infatti di arteterapia. Quando parliamo di arte non ci riferiamo soltanto alla pittura, ma anche alla fotografia, alla musica, al teatro e a molte altre attività creative. L’aspetto fondamentale è il processo creativo, che può influire positivamente sul benessere della persona. Attraverso l’arte si può avviare un percorso di maggiore comprensione di sé stessi e di contatto con il proprio mondo interiore.

Che cosa avviene, dal punto di vista psicologico, durante questo processo?

L’arte può essere utilizzata anche come strumento di meditazione, nel senso più ampio del termine. Quando siamo impegnati in un’attività creativa, la nostra mente si concentra completamente su ciò che stiamo facendo e si immerge nel momento presente. Questo aspetto diventa particolarmente evidente nel caso dei puzzle. In quel momento il cervello è impegnato a ricercare il pezzo mancante, a riconoscere forme, colori e connessioni. L’attenzione si focalizza interamente su quell’attività e si allontana temporaneamente dalle preoccupazioni quotidiane, dagli impegni o dallo stress lavorativo.

Quindi i puzzle e altre attività artistiche possono avere benefici simili a quelli della meditazione?

Sì, possiamo dirlo. La mente smette di essere focalizzata sulle fonti di stress della quotidianità e si concentra invece sull’attività che stiamo svolgendo. Esistono anche studi che mostrano come fare puzzle rappresenti un’attività cognitivamente stimolante e possa contribuire ad alleviare lo stress, soprattutto nel lungo periodo. Inoltre, se viene svolta insieme ad altre persone, entra in gioco anche la dimensione sociale, che diventa un ulteriore elemento di benessere e connessione.

Possono avere un ruolo anche nella costruzione dell’autostima?

Sì. Possiamo collegarlo al senso di soddisfazione legato al raggiungimento di un obiettivo. Fare un puzzle, ad esempio, può diventare una sfida con sé stessi: quando si riesce a completarlo si sperimenta una sensazione di riuscita e di competenza. Questo processo ha un impatto positivo sull’autostima e sul senso di efficacia personale. Lo stesso principio vale anche per altre forme di espressione artistica.

C’è una differenza tra fruire l’arte, quindi osservarla o ascoltarla, e produrla attivamente?

Entrambe le esperienze possono avere effetti benefici, ma lavorano su piani differenti. Anche osservare un’opera o ascoltare musica ci mette in una condizione di presenza e può produrre un effetto rilassante e regolatore. Creare, invece, implica una partecipazione attiva e coinvolge maggiormente l’espressione personale. Da una parte abbiamo un’esperienza più legata alla ricezione e alla regolazione emotiva, dall’altra una dimensione che può avere un impatto più diretto sull’autostima, sul senso di efficacia e sulla produzione creativa: entrambe sono utili.

Quanto è importante inserire attività creative nella routine quotidiana?

Inserire con regolarità attività creative nella quotidianità può avere effetti importanti sulla regolazione emotiva, sull’umore e sull’autostima, ma anche su aspetti più cognitivi. Nel caso dei puzzle, per esempio, possono essere stimolate la memoria a breve termine e le capacità visuo-spaziali, fondamentali per individuare connessioni e completare l’immagine. Al di là degli aspetti cognitivi, queste attività rappresentano soprattutto un momento di pausa dal ritmo veloce della vita quotidiana. Lavoro, impegni, famiglia e responsabilità spesso occupano tutto il nostro tempo: ritagliarsi uno spazio per un puzzle, un dipinto o qualsiasi altra attività creativa significa anche concedersi un momento per stare con sé stessi e prendersi cura del proprio benessere.

Le informazioni fornite su www.fanpage.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.
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