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Blue monday: lo psicologo ci spiega perché siamo condizionati dal (finto) giorno più triste dell’anno

Come ogni anno torna la bufala del blue monday. Non esiste nessun lunedì triste, ma la malinconia ci avvolge lo stesso. Perché? Ne abbiamo parlato con lo psicologo Merigo.
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Intervista a Dott. Matteo Merigo
Psicologo e psicoterapeuta
A cura di Francesca Parlato
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Dovremmo saperlo tutti, ma nel dubbio è meglio metterlo subito in chiaro: il blue monday non esiste. La storiella inventata da un'agenzia di comunicazione inglese era una menzogna bella e buona, creata ad hoc per incentivare gli affari e spingere le persone a comprare biglietti aerei (secondo alcuni dati infatti quando si è di cattivo umore si è più propensi a organizzare viaggi). Premesso questo, un po’ come l’oroscopo e la scaramanzia, quella sensazione di malinconia che in inglese si definisce appunto blue, a gennaio ce la sentiamo comunque addosso. "Ci caschiamo tutti. Anche se non esistono trattati, degli studi o delle equazioni che attestino l'esistenza del blue monday. Ma è ormai diventato vero il concetto che si porta dietro: a gennaio le feste sono appena passate, il calo delle temperature inizia a farsi importante e le prossime vacanze ci sembrano lontanissime. E questo alimenta una sensazione di malinconia più che una depressione. Ci sentiamo tristi perché sono distanti le feste appena passate e ancor più distanti le prossime vacanze". 

Perché ci sentiamo tristi anche se il blue monday non esiste

Il blue monday è in qualche modo una declinazione dell'effetto Forer tipico degli oroscopi, si tratta di un fenomeno per il quale ogni individuo che legge o sente una descrizione a lui indirizzata anche se estremamente generica (e quindi adattabile a un numero ampio di persone) tende ad immedesimarsi e a prenderla per vera. Se un'agenzia di comunicazione ci dice che il terzo lunedì di gennaio dobbiamo sentirci così, forse è vero. E il nostro umore finisce davvero sotto i piedi. "Siamo altamente influenzabili. E chi è più soggetto a essere ossessionato da oroscopi e scaramanzie e da questi fa dipendere il suo comportamento, facilmente cadrà nella ‘trappola' del blue monday". 

Se la malinconia è troppa proiettatevi già al martedì

Il tempo è galantuomo, affermava Voltaire, probabilmente per giustificare qualche fenomeno scientificamente più valido del blue monday, ma in questo caso la massima ci torna utile. "Tutti i lunedì, non solo questo, sono particolarmente difficili. Si rientra in ufficio, magari piove, dobbiamo riprendere le fila del lavoro, magari abbiamo delle riunioni con dei colleghi che non vorremmo proprio vedere. Ma come ogni lunedì dura solo 24 ore. Non lasciamoci condizionare. È un giorno come un altro. E se proprio la giornata si fa pesante prendiamoci dei momenti di pausa per volare con l'immaginazione". Abbiamo perso l'attitudine alla noia, ogni momento libero dal lavoro o dalle incombenze personali o familiari deve essere sfruttato al massimo. Godiamo del tempo libero o ritagliamocelo per non far assolutamente nulla. "Proviamo a immaginare dove vorremmo essere, pensiamo a una vacanza, la sola idea di un viaggio può aiutarci ad affrontare il resto della giornata". In fondo sarà per questo che è stato un canale di viaggi a parlare per la prima volta di blue monday.

Le informazioni fornite su www.fanpage.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.
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