Le scommesse sono una piaga del tennis, che la federazione internazionale non è riuscita a risolvere. Più di un tennista è stato beccato, e purtroppo tra i giocatori che hanno fatto ‘fixing’ ci sono stati anche alcuni giocatori italiani. L’ultimo a finire nella rete è stato Marco Cecchinato, ventiquattrenne che lo scorso anno è arrivato a un passo dall’ottantesimo posto nella classifica mondiale. Cecchinato nei giorni scorsi è stato riabilitato dal collegio di garanzia del Coni, che ha dichiarato estinto il procedimento, ma il caso del palermitano è riesploso prepotentemente. Questa mattina la squadra mobile di Palermo, in esecuzione di un mandato della Procura, ha notificato avvisi di garanzia a diversi indagati ed eseguito perquisizioni personali e informatiche da Palermo a Milano, passando per Firenze e Prato.

I pm Dario Scaletta e Francesca Dessì, coordinati dall’aggiunto Salvatore De Luca, hanno contestato il reato di frode sportiva ai nove indagati, tra essi figurano i tennisti Marco Cecchinato, Riccardo Accardi, Antonio Campo e Ferdinando Bonucelli. L’inchiesta prima solo federale adesso anche penale è scattata dopo evidenti anomalie nei flussi di scommesse su un incontro disputato in Marocco tra Cecchinato e il polacco Majchrzak.

Secondo le accuse che gli sono state mosse, il tennista ventiquattrenne avrebbe fornito informazioni riservate sulla condizione fisica di Andreas Seppi, durante il Roland Garros del 2015. E ciò è altamente irregolare. L’inchiesta relativa alla partite truccate, con tanto di scommesse online, non riguarda però solo gli incontri di Cecchinato, ma arriva fino a tornei internazionali giocati in Polonia e in Russia. Sono invece una quarantina gli incontri sospetti che sono stati disputati in Italia, con scommesse per alcuni milioni di euro, con flussi anomali durante gli incontri che sono partiti da Palermo e Firenze.