Raducanu e il tennis business: perché guadagna come le migliori al mondo anche se non vince

Emma Raducanu rappresenta uno dei casi più particolari del tennis contemporaneo: una carriera esplosa in modo clamoroso nel 2021, seguita da anni segnati da infortuni, risultati discontinui e un ritorno graduale ai livelli più competitivi, ma senza più replicare l'apice iniziale. Anzi, il suo rendimento ha preso una piega decisamente poco competitiva e l'eliminazione recente al primo turno del Roland Garros è la conferma delle difficoltà costanti. Eppure, la sua popolarità e la dimensione del personal brand sono rimaste ai massimi livelli mondiali tanto da incamerare introiti per 14.2 milioni di sterline (tra i 16 e 17 milioni in euro).
Il suo nome continua a generare attenzione, contratti e valore commerciale in quantità che poche tenniste al mondo possono permettersi, anche molto più vincenti di lei sul piano sportivo. Raducanu, infatti, resta una delle più pagate al mondo grazie alla sua immagine globale (giovane britannica, vincente da underdog, bella, sponsorizzabile).
L'esplosione del 2021: un caso unico nella storia
Tutto nasce da un'estate irripetibile. Raducanu, allora appena 18enne, entra nel tennis che conta e lo ribalta. Parte dalle qualificazioni e arriva fino al titolo agli US Open senza perdere un set. Quel successo la porta immediatamente nella top 10 WTA e le garantisce oltre 2.8 milioni di dollari di prize money in una singola stagione. Ma soprattutto la trasforma in un fenomeno globale: non solo una campionessa, ma una storia perfetta da raccontare.
Infortuni, discontinuità e la lenta ripresa
A un certo punto, però, la magia si spegne all'improvviso. Dopo il 2021, la carriera sportiva diventa instabile. Basta dare un'occhiata ai risultati ottenuti per averne contezza. Il 2022 è segnato da risultati altalenanti e problemi fisici sempre più frequenti, fattori che danno una spallata al ranking fino al crollo alla 75-80ª posizione. Il 2023 è ancora più duro. Interventi chirurgici ai polsi e alla caviglia la tengono lontana dal circuito per lunghi periodi. Gioca pochissimo e finisce addirittura fuori dalla top 300. È il punto più basso della sua carriera.

Il 2024 segna il primo vero tentativo di risalita. Raducanu torna gradualmente nel circuito, ritrova continuità e rientra nella top 100. A Wimbledon raggiunge il quarto turno, il miglior risultato della stagione, chiudendo l'anno intorno alla posizione 50-60. Nel 2025 arriva un segnale più concreto di stabilità: quarti di finale a Miami e al Queen's, una semifinale a Washington e un bilancio complessivo positivo. Il ranking risale fino alla posizione numero 29, il miglior piazzamento dal 2021.
L’inizio del 2026 conferma una giocatrice ancora in cerca di continuità. Può essere competitiva ma resta lontana da quelle che sono stabilmente al vertice come Sabalenka, Rybakina e Swiatek. Raducanu conquista una finale WTA a Cluj, persa contro Cirstea, ma il resto della stagione è altalenante: quarti a Hobart, terzo turno a Indian Wells, fuori subito al Roland Garros e risultati irregolari negli altri tornei. Il ranking oscilla tra la 37ª e la 39ª posizione, mentre il prize money stagionale si aggira intorno ai 385 mila dollari.
Il prize money e il valore fuori dal campo
Il prize money totale in carriera è di circa 6.3/6.4 milioni di dollari, con una concentrazione enorme nel 2021 (quasi 2.8 milioni solo grazie allo US Open). Negli anni successivi la curva è stata negativa. Dati che riflettono perfettamente la sua carriera sportiva: picco immediato e poi oscillazioni legate alla salute e alla continuità.

Il suo vero peso nel tennis contemporaneo è commerciale. Lo status di campionessa Slam giovanissima l'ha trasformata in una delle atlete più appetibili per i brand: nel tempo ha firmato accordi con marchi come Nike, Dior, Tiffany & Co., British Airways, Evian, Porsche, Vodafone (che ha perso successivamente), Uniqlo e Wilson.
Alcuni di questi contratti valgono diversi milioni di dollari all'anno e prescindono dai risultati sportivi. E rimarcano il paradosso della sua condizione di tennista: da un lato un talento ancora incompiuto, dall'altro una superstar globale che continua a essere tra le sportive più pagate al mondo anche se non vince.