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Miami Open 2026 di tennis

Jannik Sinner si concede la rara esultanza col dito all’orecchio, Bertolucci sardonico: “Come osa?”

La reazione del numero due al mondo al termine di un scambio molto intenso con Michelsen non è passata inosservata. A molti è sembrata “inusuale”, per altri è stato un gesto “arrogante” come Alcaraz.
A cura di Maurizio De Santis
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L'esultanza di Jannik Sinner durante la sfida vinta al Miami Open contro Alex Michelsen non è passata inosservata. Non poteva, considerato il proverbiale aplomb del tennista che difficilmente si abbandona a gesti populistici ed è sempre molto sobrio anche quando festeggia un punto o uno scambio molto sentiti. Al massimo, serra la mascella e il pugno, sbuffa un po' e guarda verso il suo box per incrociare gli incoraggiamenti di Cahill e Vagnozzi. Questa volta, no. Ha portato il dito portato all'orecchio, la testa e lo sguardo erano lievemente rivolti verso le tribune. Ha indugiato così per qualche attimo, come spesso fa il suo diretto rivale, Carlos Alcaraz, quando invita gli spettatori a farsi sentire. Un atteggiamento per il quale lo spagnolo è stato definito arrogante e provocatorio. E adesso il brusio delle critiche s'è elevato anche nei confronti dell'italiano.

Bertolucci su X: "Non oso pensare cosa dovrà subire quando perderà la partita"

In un messaggio postato su "X", Paolo Bertolucci ha sottolineato questo aspetto con una frase graffiante. "Rimproveri pesanti a @janniksin per aver osato mettere la mano all’orecchio dopo aver conquistato un punto fenomenale. Non oso pensare cosa dovrà subire quando perderà la partita".

È stata forse una mancanza di rispetto nei confronti dell'americano? No, di certo. Chi segue l'alto-atesino da tempo sa bene quanto sia corretto verso gli avversari. E, semmai sorgessero dubbi, basta ascoltare cosa ha detto anche dopo la partita contro Michelsen, mostrando mentalità da campione: "in alcuni momenti ha giocato meglio di me – ha ammesso -. Tratto ogni avversario allo stesso modo e ho grande riguardo per tutti". La chiosa sgombra il campo da qualsiasi illazione, retropensiero o interpretazione fantasiosa: "Se qualcuno gioca meglio, bisogna accettarlo".

La polemica in Rete per l'esultanza alla Alcaraz

Dissenso (poco), ironia (tanta). In Rete non sono mancati commenti – alcuni anche eccessivi – su quel gesto fatto da Sinner in una fase delicata della partita con Michelsen. Un match che lo ha messo a dura prova e dal quale è uscito vittorioso con una strepitosa rimonta nel secondo secondo set (era sotto 5-2, ha prevalso al tie-break alzando il livello dei colpi e del ritmo). In molti hanno accolto quella mimica con leggerezza: da "finalmente Sinner si è lasciato andare!" a "era ora che uscisse il demone" sono alcune delle riflessioni più bonarie. Non è mancato chi, come @EnzoCherici ha sottolineato: "Sarà che sono cresciuto con #Connors che in campo ne combinava di tutti i colori (ask Barazzutti), ma davvero non mi sono mai sentito offeso per il dito all’orecchio di #Alcaraz. Da ieri sera si polemizza per quello di #Sinner State bene? #MiamiOpen".

Il vero fuoco della discussione è il confronto con Alcaraz: tanti ricordano che quando lo faceva Carlos veniva definito "sbruffone". Ora che lo fa Sinner c'è chi osserva: "Adesso che anche #Sinner ha messo il dito all’orecchio come #Alcaraz come la mettiamo? Lo sport è di tutti ma non per tutti".

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