25 Giugno 2022
17:55

Il mondo del tennis si spacca in due sul coaching: “Era ora, l’ipocrisia è finita”

La decisione di introdurre il coaching ha diviso il mondo del tennis. Fioccano liti e polemiche: “Finalmente legalizzata una pratica usata da tutti da decenni”.
A cura di Alessio Morra

La scorsa settimana è stato reso noto che dall'11 luglio sarà legalizzato il coaching nel tennis. Si parte dopo Wimbledon e si sperimenta questa novità fino alle Finals di Torino. Al termine del 2022 si tirerà una linea e si deciderà se continuerà in questo modo anche in futuro. Ma in cosa consiste il coaching nel tennis? E soprattutto perché questa decisione ha creato tante polemiche?

Nel tennis i giocatori non possono parlare con i propri allenatori durante le partite, non possono ricevere nemmeno un consiglio. Zero. Nulla può passare tra tecnico e giocatore, è chiaro che ci contravviene alle regole, Tsitsipas ha fatto infuriare spesso i suoi avversari, ma il greco non è l'unico. Da più parti si è chiesto di regolamentare questa situazione e si è detto di uniformare il tennis agli sport in cui gli atleti sentono i consigli dei propri tecnici. Sembrava, in generale, ci fosse una comunione d'intenti e invece dopo la decisione dell'ATP è successo di tutto.

Il greco Tsitsipas è uno dei tennisti che beneficerà maggiormente del coaching.
Il greco Tsitsipas è uno dei tennisti che beneficerà maggiormente del coaching.

Quali sono le novità per i tennisti con il coaching? Gli allenatori devono sedere nei posti designati per gli allenatori del torneo; il coaching (verbale e non verbale) è consentito solo se non interrompe il gioco o crea intralcio all'avversario; il coaching verbale è consentito solo quando il giocatore si trova nella stessa metà del campo; il coaching non verbale (segnali con la mano) è consentito in qualsiasi momento; il coaching verbale può consistere in poche parole e/o brevi frasi (non sono consentite conversazioni); gli allenatori non possono parlare con il proprio giocatore quando il giocatore lascia il campo per qualsiasi motivo.

Il fronte dei contrari è ampio. Genericamente si dice che così si svantaggiano quei tennisti che non viaggiano sempre con l'allenatore, che non possono permetterselo in tutti i tornei. Il carico da undici lo ha messo Carlos Moya, ex numero 1 che ufficialmente è il silenzioso allenatore di Nadal, che in un'intervista a Eurosport ha detto: "Non sono molto favorevole al coaching. Ciò che rende il tennis uno sport speciale è che è l'unico sport in cui sei solo contro un altro senza l'aiuto di nessuno. Nel resto degli sport hai qualche tipo di “aiuto”, sia con la presenza del tuo allenatore, attraverso la radio nei motori, con il caddy con il golf, qualunque cosa. Lascerei tutto così com'è, il bello del tennis è la battaglia in solitaria con il tuo rivale, che mostra quanto sei intelligente e quanto è bravo ogni singolo individuo".

Rafa Nadal e Carlos Moya
Rafa Nadal e Carlos Moya

Moya ammette che lo spogliatoio è diviso, Nick Kyrgios ha acceso la discussione e ha sparigliato: "Sono completamente in disaccordo. Così si rischia di perdere una caratteristica che nessun altro sport aveva. La bellezza del tennis era che il giocatore dovesse capire da solo come comportarsi in campo".

Poi è andato in scena lo scontro tra Patrick Mouratoglou, uno degli allenatori più noti e più quotati, e Todd Woodbridge, ex grande specialista del doppio ma anche buon singolarista. Il botta e risposta è stato pepato tra i due, che sono anche talent tv. Il francese: "Congratulazioni all’ATP per aver reso legale una pratica utilizzata in quasi tutte le partite da decenni. Niente più ipocrisia".

Patrick Mouratoglou è uno degli allenatori più noti tra quelli del tennis.
Patrick Mouratoglou è uno degli allenatori più noti tra quelli del tennis.

Quella frase non è piaciuta all'australiano: "È deludente vedere un allenatore di alto profilo ammettere apertamente di aver infranto il regolamento del nostro sport per così tanto tempo Posso onestamente dire che il mio coach non lo ha mai fatto". Mouratoglou non l'ha presa bene e ha risposto a tono: "Todd sei stato nel tour per tanti anni, perché neghi l'evidenza e non ammetti che il coaching è utilizzato ogni giorno sui campi? Vuoi farmi sembrare cattivo?.

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