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Roland Garros

Herbert furibondo con l’arbitro al Roland Garros: “Guardami negli occhi, o ti scusi o non ti parlo più”

Il tennista francese perde il controllo contro l’arbitro nel quinto set del match contro Sonego. La lite sul segno riapre il dibattito sulla mancanza della tecnologia a Parigi.
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Lorenzo Sonego si è qualificato per il secondo turno del Roland Garros vincendo la battaglia di cinque set contro Pierre-Hugues Herbert. Grande amarezza per il tennista numero 220 al mondo, che aveva sognato di portare a casa una bella vittoria davanti ai propri tifosi. Non è mancato anche il nervosismo all'inizio del quinto parziale per una palla chiamata considerata buona dal giudice di sedia, ma nettamente fuori per lui. E non è mancata anche una promessa da parte di Herbert, protagonista di uno sfogo simile a quello sfoderato da Fognini a Wimbledon nel 2013 con l'arbitro Pascal Maria.

La furia di Herbert nel match contro Sonego

In un momento decisivo della sfida, ovvero con Sonego che poteva allungare e mettere una seria ipoteca nel quinto set ecco la palla contestata. Herbert a bocce ferme è andato a controllare il segno di un colpo dell'avversario. Dopo essersi reso conto che il punto dove era atterrata la pallina non era quello individuato inizialmente ha circoscritto tutto con la racchetta mostrando all'arbitro come il segno fosse fuori. L'ufficiale dopo essere sceso dalla sua postazione ha avuto però un'opinione diversa: "È sulla riga, hai preso il segno sbagliato, comunque era sulla riga".

Lo sfogo contro il giudice di sedia

E a questo punto Herbert è letteralmente partito per la tangente, incontrollabile. Il francese ha iniziato a camminare nervosamente in campo urlando a più riprese "No". Di fronte all'irremovibilità dell'ufficiale, convintissimo della sua decisione Herbert si è imbestialito. Dopo essere andato faccia a faccia con l'arbitro ha tuonato: "Guardami negli occhi. Lo vedrai. Sarà fuori. E se non mi chiederai scusa dopo questa… non ti rivolgerò mai più la parola. Non puoi nemmeno immaginare...". Il riferimento è alla possibilità di rivedere il segno poi dopo il match anche attraverso i replay, con l'obbligo per l'arbitro di scusarsi per l'eventuale errore.

A poco servirà il tutto visto che ormai la partita è stata consegnata agli archivi e i segni sono spariti. Quello che resta è la vittoria di Sonego e la frustrazione del giocatore transalpino consapevole di aver perso una chance. Sicuramente si discuterà a lungo della scelta del Roland Garros di non puntare sulla tecnologia per le chiamate elettroniche, come abbiamo visto a Roma e anche in tutti gli altri tornei sulla terra rossa. A Parigi ci si affida ancora ai segni e alle decisioni dell'arbitro. D'altronde abbiamo visto che il falco non sembra essere del tutto infallibile, con le polemiche dietro l'angolo. In questo caso però il dito viene puntato contro l'occhio umano.

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