Nole Djokovic per la terza volta ha vinto il torneo di Wimbledon. Il serbo ha sconfitto in finale il ‘Re dei Championship’ Roger Federer che si è arreso in quattro set. Djokovic ha meritato ampiamente il successo. Il ventottenne di Belgrado consolida la leadership mondiale e soprattutto porta a casa il 9° slam della sua carriera. Ieri il singolare femminile è stato vinto per la sesta volta da Serena Williams che ha sconfitto in due set la spagnola Muguruza. L’americana, che ha vinto anche a Melbourne e Parigi, a settembre agli US Open, proverà a conquistare il Grande Slam.

Nole parte meglio – Erano anni che una finale di Wimbledon non aveva tutta questa attenzione. Il Roger Federer stellare visto nel corso di tutto il torneo aveva calamitato tutto su di se, e non poteva essere altrimenti perché erano quaranta anni che un tennista di (quasi) trentaquattro anni non giocava una finale e perché il tennista che universalmente viene considerato il più grande di sempre è sceso in campo per la decima volta in una finale dei ‘Championships’. Djokovic, detentore del titolo e numero uno mondiale, negli spogliatoi sembra molto teso, sentiva la partita, sentiva la pressione e ricordava senza dubbio la finale persa cinque settimane fa a Parigi con Wawrinka. Lo svizzero parte in scioltezza e al sesto gioco ha già un break di vantaggio. Il set ovviamente non era chiuso, ma pareva quasi in cassaforte perché nelle ultime dieci partite Federer solo una volta ha perso il servizio (incredibile!). Nel game successivo c’è l’immediato controbreak. Sul 6-5 in suo favore Federer ha due setpoint ma non li sfrutta. Al tie break Djokovic passeggia (7-1) e vince il primo set.

Roger salva 7 setpoint – La partita non è spettacolare, come si poteva pensare, ma è di un’intensità incredibile e diventa più bella con il passare dei minuti. I milioni di spettatori incollati davanti alla tv e le tante celebrità presenti sugli spalti – dal campione del mondo di F1 Lewis Hamilton al premio Oscar Benedict Cumberbacht – si godono un secondo set equilibratissimo che si chiude, pure, al tie-break. Roger ottiene subito il minibreak, Nole risponde, va in fuga e si procura tre setpoint che però non concretizza. Il tie-break diventa infinito, elettrizzante e memorabile. Il serbo ha altri quattro setpoint, ma non chiude. Federer non molla e con un paio di colpi da maestro porta il match in parità (12-10). Il pubblico, tutto dalla parte di Roger, esplode.

Tris a Wimbledon per Nole – Djokovic è rabbioso nell’avvio del terzo set, l’impeto si tramuta subito in break nel terzo gioco, ma determinante è il contributo di Federer che perde il servizio da 40-15. Poco dopo arriva la pioggia. Match sospeso, gli organizzatori decidono di non chiudere il tetto. Quando si riprende il serbo è motivato è in scioltezza conquista il set (6-4). Le statistiche dicono che il successo della terza partita può essere determinante, Nole non ha mai perso con Federer quando era davanti due set a uno e Federer non ha mai rimontato in una finale Slam quando era sotto per due set a uno. I numeri qualche indicazione la danno, anche se probabilmente sono più importanti i sei anni di differenza tra i due. Lo svizzero sembra stanco, Djokovic sembra uno squalo quando sente l’odore del sangue. Nole si prende un break di vantaggio anche nel quarto set. Nell’ottavo game c’è uno spiraglio per Federer, che però non lo sfrutta. Poco dopo il numero uno del mondo sigilla un match splendido vincendo per la terza volta il torneo di Wimbledon.

Djokovic re assoluto – Un 2015 da favola per il tennista serbo che se fosse riuscito a vincere pure il Roland Garros, dove perse con Wawrinka in finale, sarebbe con pieno merito in corsa per il Grande Slam. Ha vinto a Melbourne, a Roma, a Montecarlo, ha vinto i due ‘1000’ americani e ora si è preso per la terza volta (la seconda fila) il torneo di Wimbledon. Djokovic eguaglia il numero di titoli londinesi di uno dei suoi coach, Boris Becker che giusto trent’anni fa trionfava per la prima volta, e sale a nove Slam vinti. Complimenti, e complimenti sinceri al mito Roger Federer capace di giocare per l’ennesima volta un torneo eccezionale, la vittoria Slam manca da tre anni. Ma il mito dello svizzero aumenta anche senza Major.

Finale maschile: Djokovic b Federer 7-6 6-7 6-4 6-3.