Coco Gauff scoppia a piangere in campo durante la partita degli US Open: poi dà una lezione a tutti

Coco Gauff ha vissuto un momento molto difficile durante il match del secondo turno contro Donna Vekic agli US Open. Nel corso del primo set, l'attuale numero tre del mondo è scoppiata a piangere. Cosa è successo alla vincitrice dell'edizione 2023 del torneo? Perché è crollata psicologicamente in un match che comunque era ancora nelle fasi iniziali? Lo ha spiegato la stessa Gauff nel post-partita.
Coco Gauff scoppia a piangere agli US Open durante la partita con Vekic
Scene toccanti agli US Open, dopo che Coco ha subito il controbreak sul 4-4. Visibilmente sconfortata, la tennista di casa ha iniziato a piangere disperata, coprendosi anche il volto con l'asciugamano. La tensione le ha giocato un brutto scherzo, e la delusione per aver perso il servizio ha aumentato il suo stress. Comunque, Gauff è poi riuscita a portare avanti il match e anche a vincerlo 7-6, 6-2.
Perché Gauff ha iniziato a piangere
Inevitabile poi in conferenza la domanda sulla sua emotività dopo quel break che di certo non precludeva la sua partita. Questa la sua risposta: "Penso fosse solo nervosismo e pressione, onestamente. Ma sono una che può anche trarne forza. In questo torneo c’è stato molto peso sulle mie spalle, più del solito, e me lo aspettavo. Quindi sì, quello che avete visto in campo era semplicemente la realtà e sono riuscita a resettare e a superarlo".
La due volte vincitrice Slam in singolare ha accusato il peso anche di quanto accaduto fuori dal campo negli ultimi giorni: "È stato un momento difficile per me in campo. Sono state settimane complicate dentro e fuori dal campo, ma sono felice di essere riuscita a portarla a casa oggi".
La lezione della tennista americana
La sua è sicuramente una lezione anche per tutti gli appassionati e i tifosi: "Credo che sia qualcosa di umano. Penso che, essendo atleti, la gente tenda a non considerare quel lato di noi, il lato umano. Sai, la gente dice tante cose tipo: ‘Sei numero 3 del mondo, fai questo, giochi così, dovresti essere migliore' e cose del genere. Ma alla fine della giornata, io sento che, anche se domani smettessi e non prendessi più in mano una racchetta, avrei comunque avuto una carriera che tanti sognerebbero".
Gli atleti non sono automi, e capita anche a loro di avere delle giornate storte: "Credo di mostrare alle persone cosa significhi essere umani. Ho delle giornate storte, ma penso che la cosa più importante sia come ti rialzi dopo quei momenti difficili e come ti presenti dopo. E penso che oggi ho dimostrato che posso rialzarmi anche dopo essermi sentita peggio che mai in campo".