Chi sono le 4 persone che Paolo Bertolucci ha ricordato con voce rotta dopo la vittoria di Sinner

L'Italia aspettava da sempre, da quando è nato il tennis, che un suo campione riuscisse a trionfare a Wimbledon, il più prestigioso torneo al mondo, il sogno che tutti i bambini hanno quando prendono una racchetta in mano. "Il sogno dei sogni" lo ha chiamato Jannik Sinner dopo aver trionfato in finale su Carlos Alcaraz, usando poi la stessa parola nel post pubblicato sui suoi social. Un'attesa lunghissima quella dei tifosi italiani, che solo recentemente – nel 2021 con Matteo Berrettini (sconfitto da Novak Djokovic) e nel 2024 con Jasmine Paolini (battuta da Barbora Krejcikova) – avevano potuto assistere ad una finale a Londra con i colori azzurri in campo.
Il bellissimo pensiero di Paolo Bertolucci dopo la vittoria di Sinner
Chi era davanti alla TV non dimenticherà, così come non lo potrà fare chi ha raccontato l'epica vittoria di Sinner: una fortuna e un orgoglio che Paolo Bertolucci – che era nella cabina di Sky assieme a Elena Pero e Ivan Ljubicic – ha voluto idealmente condividere con chi ha fatto tanto per il tennis italiano e oggi non c'è più.

È stato un momento commovente, appena dopo che Sinner era sceso dalle tribune del Centre Court di Wimbledon, dove era andato ad abbracciare i suoi genitori e i membri del suo team dopo la vittoria. A Bertolucci in quel momento sono tornati in mente i volti di amici con cui aveva fatto tanta strada assieme per gran parte della sua vita, gente che si era spesa per far crescere il tennis in Italia e renderlo popolare.
Il ricordo di Rino Tommasi, Gianni Clerici, Roberto Lombardi e Mario Belardinelli
"Mi sarebbe piaciuto che gente come Mario Belardinelli, e anche i nostri amici Rino Tommasi, Gianni Clerici, Roberto Lombardi, potessero avere avuto la possibilità, loro che hanno visto, hanno amato questo sport senza mai riuscire a vedere una scena del genere, mi sarebbe piaciuto se avessero avuto la possibilità anche loro di assistervi oggi, la possibilità che ha dato a noi questo ragazzo", ha detto con voce rotta dall'emozione l'ex vincitore della prima storica Coppa Davis dell'Italia nel 1976 in Cile, mentre Elena Pero aggiungeva all'elenco anche Lea Pericoli.

Bertolucci – detto ‘Braccio d'Oro' per il suo talento, ma all'altezza quanto a spessore umano – in questa circostanza ha interpretato il pensiero di molti appassionati, che nei momenti della vittoria di Sinner riservavano sui social pensieri per la mitica coppia formata in telecronaca (prima su Tele+ e poi su Sky) da Rino Tommasi e Gianni Clerici. Un duo che in TV ha formato generazioni di tifosi di tennis, contribuendo con passione, competenza e una chimica ineguagliabile a fare entrare questo sport in tutte le case degli italiani (e noi ci aggiungiamo l'altrettanto mitico Giampiero Galeazzi, voce della RAI al servizio di chi poteva vedere solo il tennis in chiaro).
Anche Robertino Lombardi faceva parte di quella formidabile squadra di commentatori di Tele+/Sky, facendo spesso coppia con Ubaldo Scanagatta e la stessa Elena Pero. Ex tennista professionista non di primo livello (ma comunque settimo giocatore italiano), Lombardi si era poi laureato in matematica e fisica, diventando la voce ‘scientifica' in cabina: chiamato "professore" dai colleghi di telecronaca, aveva coniato espressioni come "dritto anomalo" e "taglio sotto la palla". Roberto è morto nel 2010 appena 59enne per una brutta malattia.

Ai più giovani dirà meno probabilmente il nome di Mario Belardinelli, ma si tratta di una figura fondamentale per lo sviluppo del tennis in Italia. Nato nel 1919, come giocatore ha avuto una carriera modesta, raggiungendo gli ottavi di finale al Roland Garros nel 1947 e i quarti al Foro Italico nel 1950, oltre a vincere qualche titolo italiano nel doppio. La sua vera eredità, tuttavia, è legata al suo lavoro come allenatore e direttore tecnico del centro federale di Formia, dove ha cresciuto i vari Panatta, Barazzutti, Zugarelli e appunto Bertolucci, ovvero l'intera squadra di Davis del 1976. I suoi sforzi hanno piantato i semi di quello che sarebbe diventato decenni dopo il tennis italiano.

"Non ho paura di morire, ho paura che da morto non saprò chi ha vinto Wimbledon quell'anno" è una celebre frase di Tommasi, a sottolineare l'amore infinito per il tennis del giornalista veronese, venuto a mancare pochi mesi fa, lo scorso gennaio. Oggi ci piace pensare che in qualche modo Rino, Gianni e tutti gli altri con cui siamo cresciuti a pane e tennis abbiano saputo che quest'anno sull'erba di Londra ha vinto finalmente un italiano: il 13 luglio 2025 Jannik Sinner ha fatto la Storia.