Carlos Alcaraz a Vienna: “C’è troppo rumore”, poi svela il problema con le palline
Carlos Alcaraz ha battuto Khachanov 6-4, 7-6 ma non gli è piaciuto niente, o quasi, di quello che c'era intorno. Lo spagnolo s'è qualificato per gli ottavi di finale del torneo ATP 500 di Vienna ma in conferenza ha parlato d'altro. Non della sua prestazione. "Non lo nego, c'è troppo rumore". Durante i cambi di campo la musica è troppo alta. E poi ci sono le palline ‘morte': dopo tre scambi sono già spente. "Non riesci a spingere", dice chiarendo quali sono le difficoltà. Una cosa, però, lo soddisfa: la superficie del rettangolo di gioco. Non è polemica, ma è chiaro cosa volesse esprimere: ci si adegua a tutto, se così deve essere. Anche a questo tipo di contesto.
Alcaraz e il problema delle palline: "È difficile imprimere potenza"
La questione più tecnica riguarda il comportamento delle palline durante le partite. L'usura accelerata del feltro incide sulla resa del colpo, un dettaglio che fa tutta la differenza per un giocatore che ha le sue caratteristiche: costruire il proprio tennis attraverso accelerazioni e variazioni di ritmo da fondo campo. In buona sostanza, per uno come lui, che si basa molto su accelerazioni e cambi di ritmo, è come giocare con il freno a mano tirato.

La musica troppo alta durante le pause: "Mi sono divertito, nonostante tutto"
Dietro quel "non mentirò" pronunciati a margine dell'incontro si cela il pensiero di Alcaraz sul fastidio provocato dai decibel della musica diffusa tra un game e l'altro all'interno dell'impianto. I volume altissimo per un tennista che deve restare concentrato, parlare con l'angolo, è un problema."Direi che c'è troppo rumore, non lo nego. Ma una volta che ci si abitua, ci si concentra sui propri pensieri e non importa cosa succede fuori. In fin dei conti, si tratta anche di offrire qualcosa di cui i tifosi possano godere". Non attacca l'organizzazione, fotografa la realtà dei fatti. Nonostante tutto, però, può dire di essersi divertito. Gli è piaciuta l'atmosfera creata dal pubblico, "con uno stadio completamente pieno per una partita del primo turno. La gente è stata incredibile e abbiamo offerto loro una bella prestazione. Mi sono divertito anch'io".
Ma la sfida con Khachanov non è stata una passeggiata. È avversario che se lo lasci giocare ti mette in difficoltà, ha servizio e dritto che fanno male: ha avuto il break per andare al terzo set, Alcaraz l'ha ripreso e l'ha chiusa al tie-break. È lì che si vede perché è uno dei più forti tennisti al mondo. Anche quando le condizioni non gli piacciono, anche con la musica nelle orecchie e la palla che non corre come vuole lui, trova il modo per imporre il proprio gioco. Su tutto.