Adriano Panatta gela tutti su Jannik Sinner: “So che ha un problema molto complicato”

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Adriano Panatta non svela tutto quello che sa, ma le parole che dice bastano ad accrescere i dubbi sul problema di Jannik Sinner e sui tempi del suo ritorno in campo.

Jannik Sinner e il suo team tacciono – legittimamente, anche se da più parti si chiede che sia fatta chiarezza – e dunque si resta tutti appesi all'unica certezza arrivata direttamente dal numero al mondo, ovvero che ha "un problema al ginocchio destro". Lo aveva detto il 21 agosto nell'annunciare il forfait allo US Open: "Siamo tornati in campo a Monte Carlo negli ultimi giorni e ci siamo resi conto che ho ancora bisogno di più tempo per recuperare dal problema al ginocchio destro". Lo ha ribadito il 25 settembre quando ha fatto sapere che non avrebbe giocato a Pechino: "Il mio ginocchio non è ancora nelle condizioni in cui vorrei che fosse e non sono ancora pronto per gareggiare". Poi due giorni fa è arrivato anche l'annuncio che non ci sarà a Shanghai, stavolta senza alcun riferimento al ginocchio.

Continua dunque l'assenza ormai molto lunga di Sinner dai tornei: se rientrerà a Vienna che inizia il 26 ottobre, nella migliore delle ipotesi (visto che la partecipazione alla ricca esibizione del Six Kings Slam sembra anch'essa in procinto di essere annullata) saranno tre mesi e mezzo senza partite di tennis. E con la sua lontananza, continua anche il mistero su cosa abbia davvero Jannik: diagnosi, prognosi, gravità, cure, tempistiche. Tutta materia che è sicuramente coperta da privacy, anche strategica nei confronti degli avversari, ma che va a impattare potentemente su altra materia, ovvero quella di cui sono fatti i sogni dei milioni di tifosi del campione azzurro.

Adriano Panatta non dà buone notizie su Jannik Sinner

A gelare le speranze di un rientro imminente, ci ha pensato Adriano Panatta ai microfoni della DS, difendendo anche la scelta del silenzio da parte di Jannik e della sua squadra: "Ho letto molte polemiche sul fatto che non si sa bene cosa abbia Sinner. Ma è normale che sia così, perché non è che uno può spiegare perfettamente, dare la cartella clinica. Stanno cercando di risolvere il problema. È molto complicato, da quello che so anch'io è molto complicato. Adesso ha mollato anche Shanghai, io spero che possa tornare a giocare per le Finals (15-22 novembre, ndr) e poi, di conseguenza, la Coppa Davis (24-29 novembre, ndr)".

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Adriano Panatta non vuole né può dare troppe speranze su un rientro imminente di Jannik Sinner

Panatta esclude dunque di rivedere Sinner in campo nei due tornei che aveva in programma dopo Shanghai, ovvero il 500 di Vienna e il 1000 di Parigi, entrambi peraltro vinti da Sinner lo scorso anno e dunque con 1500 punti da lasciare a terra in caso di assenza. Il che porterebbe con sé come conseguenza il sorpasso di Zverev quasi sicuro al numero uno del ranking. Ma il campione romano fa capire che non si meraviglierebbe di non vedere il 25enne altoatesino neanche alle Finals di Torino, evidentemente la situazione è davvero "molto complicata".

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Sinner bacia il trofeo vinto a Wimbledon battendo Zverev in finale: era il 12 luglio, da allora non ha più giocato

Le ipotesi sul problema al ginocchio di Sinner

Quanto il silenzio di Sinner alimenti le teorie più disparate sulla natura del suo problema, lo spiegano chiaramente due delle ipotesi che si sono diffuse circa la sua tendinopatia extra articolare (ovvero che non riguarda le strutture interne all'articolazione, come la cartilagine articolare, i menischi o i legamenti crociati) del ginocchio: la "sindrome della bandelletta ileotibiale" e la "sindrome della zampa d'oca" coinvolgono strutture che si trovano su due lati diametralmente opposti del ginocchio, la prima sul lato esterno, la seconda su quello interno.

E poi ci sono le voci sugli allenamenti interrotti a Monte Carlo per il troppo dolore dopo qualche decina di minuti, quelle su una possibile operazione, gli avvistamenti in varie strutture ospedaliere per consulti con luminari di ortopedia, l'ultimo a Lione. Tanti, troppi condizionali, una lunga attesa.

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