Andy Roddick: “La mia supposizione è che Sinner sta usando l’infortunio per risolvere anche altri problemi”

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L’ex numero uno al mondo di tennis si interroga su come sta davvero l’italiano. “Possiamo prendere due piccioni con una fava prima di ripartire nel 2027? Sarebbe un ragionamento logico, se mi trovassi in quella situazione”.

"La mia supposizione è che Jannik Sinner sta usando il periodo di pausa preso per il ginocchio per risolvere anche altri problemi". L'ex numero uno al mondo, Andy Roddick, e il giornalista americano Jon Wertheim avanzano questa supposizione, non un retroscena medico, partendo da un ragionamento: il campione italiano (e come lui Carlos Alcaraz) sta pagando lo sforzo profuso in questi anni e il forte stress a cui ha sottoposto il fisico. E adesso, complice la tendinopatia che lo ha costretto al ritiro anticipato in questa stagione, ne approfitta anche per fare una sorta di reset complessivo del proprio corpo. Sinner non è un robot, lo ha ripetuto più volte lui stesso anche in altri momenti: pure una macchina (quasi) perfetta come la sua ha bisogno di un tagliando prima di ripartire. Ma serve tempo. "Possiamo prendere due piccioni con una fava prima di ripartire nel 2027? Anche se non ho informazioni specifiche al riguardo, se mi trovassi in quella situazione sarebbe un ragionamento logico".

È questa la frase chiave del podcast condotto dall'ex tennista statunitense. La mette giù così, chiarendo che si tratta solo di una congettura e non il racconto di un retroscena. Il filo conduttore del ragionamento è: non quanto è grave ma quanto è strategico, logico fermarsi ora. Jannik è arrivato al numero uno, ho vinto tutti questi Slam, ha vinto Wimbledon, ma il suo corpo ora ha qualche problema e deve capire.

Il silenzio dopo Wimbledon: "Perché non deve spiegarci tutto"

Roddick e Wertheim prendono in considerazione anche un altro aspetto della vicenda: la comunicazione fin troppo ermetica di Sinner e il modo il cui ha gestito finora la situazione.

"Prendiamo per esempio Jackson Dart – aggiunge il giornalista -, un giocatore di football con un infortunio al ginocchio piuttosto serio: ci sono continui aggiornamenti e bollettini medici. Qui invece c'è stata… non dico reticenza, ma di certo non c'è stata la massima trasparenza. Ricordo che qualcuno ha fatto un paragone con Emma Navarro: lei ha spiegato nel dettaglio cosa ha passato, mentre le notizie su Sinner sono state piuttosto scarne".

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La questione della trasparenza è l'altro tema centrale della discussione. Il paragone con Emma Navarro viene introdotto proprio per fare la differenza di approccio: lei ha raccontato nel dettaglio il suo infortunio; Sinner invece no, ha fatto un video nel quale, oltre all'annuncio, non ha detto molto altro su cosa ha davvero e solo dopo essersi limitato a parlare in maniera generica delle condizioni del ginocchio.

"Il fatto che una persona scelga di aprirsi – la considerazione di Roddick – non significa che tutti debbano seguire la stessa strada. È una scelta personale. Ovviamente, sarebbe diverso se si trattasse di un infortunio molto grave. Ma Sinner è sempre stato molto riservato. Non ha mai parlato molto di sé, nemmeno durante la vicenda del doping dell'anno scorso. Se quello è il suo modo di agire e lo fa sentire a suo agio, va bene così. Nel caso specifico, non ha senso giustificare ogni rinuncia a un torneo. E anche confrontare le informazioni sugli infortuni negli sport di squadra rispetto a quelli individuali non è giusto perché è diverso".

Il conto presentato dal fisico e le prospettive per il futuro: "Arriverà al livello dei Big Three?"

Vincere Wimbledon e poi stare fermo cinque, sei mesi è un conto salato da pagare. La fase di preparazione è già iniziata: un mese senza racchetta e la tranquillità dell'ambiente familiare lo accompagneranno per un po' prima di ricominciare. La domanda ricorrente su Sinner adesso è solo una: ce la farà a tornare pienamente ristabilito per gli Australian Open?

"Quando si parla di Sinner ci si chiede sempre: quanti Slam vincerà? Saranno 12? Saranno 15? Riusciranno lui o Alcaraz ad arrivare a quota 20, come le icone dei Big Three? Sappiamo di cosa è capace ai massimi livelli, ma per entrare in quel pantheon che merita ampiamente, il fisico deve reggere a lungo. Davvero a lungo".

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