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Olimpiadi Invernali 2026

Pietro Sighel pubblica un messaggio di una volontaria alle Olimpiadi: è la verità su Arianna Fontana

Pietro Sighel ha aspettato qualche giorno dalla conclusione delle Olimpiadi di Milano Cortina per pubblicare un messaggio privato inviatole da una volontaria dei Giochi: “Ero presente alla tua intervista”.
A cura di Paolo Fiorenza
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A distanza di qualche giorno dalla fine delle Olimpiadi di Milano Cortina, Pietro Sighel, tornato a casa con una medaglia d'oro e una di bronzo rispettivamente nella staffetta mista e in quella maschile, pubblica – quasi nascosta tra le ultime di un carosello su Instagram – un'immagine contenente lo screenshot di un messaggio privatole inviatole da una volontaria dei Giochi 2026. Il messaggio in questione, nelle intenzioni di Sighel, dovrebbe far capire a tutti – in maniera definitiva – come sono andate davvero le cose circa la sua frase "ma chi la conosce Arianna Fontana", pronunciata durante le Olimpiadi in un'intervista rilasciata all'inviato di un quotidiano, che su quella frase ci aveva fatto anche il titolone.

Quelle parole, riportate alla pattinatrice che è diventata proprio a Milano Cortina la detentrice del record italiano per numero di medaglie vinte nella storia delle Olimpiadi, avevano provocato la reazione abbastanza gelida della Fontana: "Non meritano assolutamente la mia attenzione".

Pietro Sighel felice con Arianna Fontana appena dopo aver vinto l’oro nella staffetta mista alle Olimpiadi 2026
Pietro Sighel felice con Arianna Fontana appena dopo aver vinto l’oro nella staffetta mista alle Olimpiadi 2026

Gli insulti social a Pietro Sighel dopo la frase su Arianna Fontana e il suo chiarimento

La frase in questione aveva inevitabilmente rovinato il clima all'interno della squadra dopo l'oro vinto nella staffetta mista grazie in primis al contributo di Sighel e Fontana, e avevano attirato al 26enne trentino tanti insulti e messaggi orribili via social.

Qualche giorno dopo Pietro aveva poi pubblicato una storia Instagram spiegando che "non intendeva sminuire nessuno e neppure si è trattato di un attacco personale" e aggiungendo inoltre che "Arianna è una campionessa e ha fatto la storia dello short track italiano" e di "non aver mai voluto mancare di rispetto, sebbene le mie parole, così come sono state riportate, potessero suggerire il contrario".

Il punto è proprio quel passaggio, "così come sono state riportate". Sighel si è sentito tradito dal modo in cui le sue parole sono state decontestualizzate e piazzate in quel modo per creare la polemica, laddove lui intendeva paragonare la notorietà di Arianna Fontana nel mondo dello sport a quella di altri miti assoluti, dunque non parlando assolutamente del rapporto personale.

Sighel pubblica un messaggio privato di una volontaria di Milano Cortina: "Ero presente all'intervista"

Oggi, dopo parecchi giorni, Pietro torna sulla questione con un post su Instagram in cui ringrazia tutte le persone a lui vicine per averlo sostenuto durante le Olimpiadi, in cui ha vissuto anche momenti durissimi nelle tre prove individuali (squalificato nei 1000 metri, fatto cadere dagli avversari sia nei 1500 che nei 500). Tra le varie cose, scrive: "Grazie, anche e soprattutto, per essere andati oltre l’apparenza, comprendendo la verità dietro a titoli urlati".

Il senso di queste parole si comprende scorrendo il carosello delle foto, fino ad arrivare allo screenshot di un messaggio privato inviatogli il 13 febbraio (l'intervista è uscita il 12), il cui testo recita così: "Caro Pietro, ero la volontaria che era a fianco a te durante l'intervista. Tu, il tuo allenatore, io e il giornalista. Non sai quanto mi abbia dato fastidio e mi sia incazzata nel leggere quelle parole, perché so esattamente cosa e come le hai dette. E non era come è stato scritto. Vai avanti per la tua strada! Noi tifiamo per te!".

Lo screenshot del messaggio privato ricevuto da Pietro Sighel
Lo screenshot del messaggio privato ricevuto da Pietro Sighel

Questa sarebbe la prova definitiva, per Sighel, che la questione con la Fontana va messa agli archivi diversamente da come era stata raccontata. Una pagina chiusa: bisogna guardare avanti.

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