Perché c’era un buco nel ghiaccio nella prima gara di hockey a Santa Giulia in vista delle Olimpiadi

Un buco nella pista di ghiaccio turato versando acqua con un annaffiatoio. È una pratica usuale ma l'espediente usato per risolvere l'intoppo spiega bene qual è stata l'entità dell'imbarazzo provato durante la partita inaugurale della Milano Santa Giulia Ice Hockey Arena. A meno di un mese dall'inizio delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina, le condizioni dell'impianto hanno sollevato ilarità beffarda, preoccupazione e un bel po' di turbamento per quella brutta figura. Al primo, vero test la struttura ha subito mostrato criticità e così la gara le semifinali di Coppa Italia della IHL Serie A s'è dovuta fermare per qualche minuto. Ne sono serviti una manciata prima che le due squadre, Varese e Caldaro, potessero riprendere l'incontro.
Perché c'era un buco nel ghiaccio dell'Arena di Santa Giulia
Non è stato certo un buon biglietto da visita, in particolare per i media nordamericani che si trovano già nella metropoli meneghina per monitorare organizzazione dell'evento, sistemazione logistica e qualità del palazzetto nel quale saranno ospitate le sfide dei Giochi. Le stelle della NHL, la lega di hockey più importante al mondo, si ritroveranno tutte lì per un'edizione che le vede tornare in competizione per la prima volta dopo 12 anni.
E quanto accaduto ha alimentato un po' di scetticismo da parte di osservatori esterni e diretti interessati, perplessi anche per le condizioni generali del palazzetto che è ancora un cantiere aperto. Una situazione che ha contribuito a provocare sbalzi di temperatura, tra le cause del cedimento localizzato su una pista "fresca". Gli addetti ai lavori, infatti, hanno definito quell'incidente come "normale" sia perché il fondo è nuovo e inficiato dai detriti e dalla polvere di costruzione, sia per le sollecitazioni differenti rispetto ai test effettuati di recente.
Le condizioni della struttura a meno di 1 mese da Milano-Cortina 2026
L'Arena Santa Giulia è stata costruita dai tedeschi di Eventim, società d'intrattenimento che si occupa dell'organizzazione degli eventi musicali: concluse le Olimpiadi, ospiterà solo spettacoli privati. Costo dell'opera: 170 milioni, secondo le stime iniziali, poi lievitati a 370 con tanto di capitale pubblico che ha provveduto a irrorare il budget. Le condizioni attuali dell'impianto, però, sono ancora precarie a causa dei ritardi nei lavori. Non ci sono dubbi che l'intera opera sarà pronta e pienamente efficiente per i Giochi ma servirà darsi una sbrigata per completare i lavori.

Cavi, impalcature, carrelli elevatori, materiali edili, attrezzi e quant'altro faccia parte delle suppellettili proprie di un cantiere fanno (ancora) parte del diorama del palazzetto. Gli spogliatoi non sono ultimati (solo 3 delle 14 stanze previste sono state completate) così come all'esterno dell'edificio ci sono zone non del tutto edificate: ecco perché, al netto della produzione di ghiaccio, è impossibile raggiungere le condizioni climatiche perfette all'interno del palazzetto.
C'è tempo fino al 5 febbraio, quando dovrà esserci la consegna ufficiale dell'impianto, per mettere tutto a posto e far sì che il palazzetto sia pienamente fruibile per l'occasione, salvo tornare successivamente ai Giochi all'utilizzo inizialmente pensato per quell'edificio: ovvero, ospitare concerti.