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Olimpiadi Invernali 2026

L’ultimo ballo di Dorothea Wierer alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, dove tutto può succedere

Dorothea Wierer gareggerà nelle sue ultime Olimpiadi, queste di Milano-Cortina, proprio ad Anterselva, in provicia di Bolzano, sotto casa, dove ha già vinto tanto.
A cura di Jvan Sica
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Come spesso accade in ogni sport, i Giochi Olimpici sono per tanti atleti posti come limite massimo a cui portare il fisico, la testa, la capacità di sopportare sacrifici poco raccontabili perché nessun altro è veramente in grado di comprendere. Per questo motivo spesso un piccolo gruppo di atleti, campioni ma anche comprimari, ai Giochi giocano l'ultima mano, nella speranza che si lasci il tavolo con il sorriso se non con la vittoria. Accadrà anche in questa ennesima manche invernale per diversi atleti alle Olimpiadi di Milano Cortina tra cui un po' di italiani e italiane, i quali hanno forse tirato ancora un po' la corda rispetto agli altri perché c'era un'Olimpiade da vivere in casa.

Tra i diversi atleti in odor di fissazioni al chiodo dei loro strumenti sportivi, ci sarà Dorothea Wierer, la biathleta più vincente della nostra storia. Il palmares è un piatto che va gustato caldo, perché difficile aspettare nel considerarla un atleta di livello massimo dopo aver letto quello che ha vinto: due coppe del mondo generali consecutive, nel 2019 e nel 2020, 19 vittorie in Coppa dal 2015 al 2025, tre medaglie olimpiche e la bellezza di dodici medaglie mondiali, con quattro ori, di cui tre individuali e uno in staffetta. Poi ci sarebbe tanto altro ma passiamo all'oggi e cerchiamo di capire che Wierer arriva al suo ultimo ballo.

Doro nella "sua" Anterselva

I giocatori dell'ultima mano che si siedono al tavolo olimpico per poi alzarsi e andare via definitivamente di regola sono o portatori d'acqua per il gruppo, leader riconosciuti che servono nel grande appuntamento soprattutto per guidare e sostenere oppure sono portatori di esempi, mostrando al mondo che riescono ancora a reggere pressioni e in generale una pratica sportiva che in tutte le discipline espone il fisico e la mente a sollecitazioni al limite dell'umano.

Sono dentro il gruppo e si ergono dove tutti possono vederli. Noi li ammiriamo ma chiediamo loro soltanto questo. La Wierer del 2026 però è qualcosa di diverso. Dorothea non sarà ad Anterselva, quella che per tutti sta per diventare "la sua Anterselva", allo scopo di fare passerella osannata e appunto indicata ad esempio, la Wierer di Anterselva ha serie possibilità di vincere ancora, un mezzo miracolo sportivo in una disciplina dove la prepotenza atletica è diventata diffusa e dove i principali Paesi per biathleti e non solo hanno tutti almeno una o due fuoriclasse.

"Voglio sentirmi libera", le parole di Dorothea Wierer

Ma nonostante dovrà affrontare formidabili campionesse, Doro sarà della partita, come ha dimostrato in questa stagione. Prima gara individuale 2025-2026, tutti ad aspettare le regine nell'anno olimpico, ecco che appare l'imperatrice: vittoria nell'Individuale di Östersund, il che dimostra subito come il suo farewell tour non sia tanto un carezzevole saluto di addio, ma il marchio ben impresso della campionessa che non vuole stare a guardare. A questa vittoria poi bisogna aggiungere due terzi posti a Le Grand Bornand e prove sempre di ottimo livello nelle diverse staffette, con altri tre podi ottenuti.

Questa sarà l’ultima olimpiade di Dorothea Wierer che chiuderà una carriera straordinaria.
Questa sarà l’ultima olimpiade di Dorothea Wierer che chiuderà una carriera straordinaria.

"Voglio sentirmi libera" ha detto Wierer in una sua recente intervista. Lo sarà di sicuro dopo Milano-Cortina, libera di essere un monumento vivente dello sport italiano, ma questa sua voglia di libertà è ben visibile anche in pista oggi, quando vuole dimostrare ancora una volta di essere una delle campionesse più memorabili del suo sport. Cosa aspettarci quindi da Wierer ad Anterselva, dove ha già vinto? Anterselva è la sua Anterselva non per un giochetto giornalistico, ma perché è cresciuta proprio lì e quindi parliamo di vero e proprio giardino di casa. Anche per questo motivo campeggia ovunque una enorme speranza a forma di W, la prima lettera del suo cognome.

Sotto casa ha già vinto un oro e un argento mondiale e tre vittorie in coppa del mondo con otto podi complessivi. Insomma siamo dove Dorothea vuole essere per l'ultima volta, un'ultima volta che però è simile all'idea che ne aveva Jorge Luis Borges: "Ogni cosa accade una sola volta, anche quando sembra ripetersi", sapendo con Murakami che: "Quando qualcosa finisce, anche se è triste, c’è sempre una bellezza in quella fine".

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