Lindsey Vonn: “Ho rischiato di perdere una gamba a Cortina. Resterò un po’ sulla sedia a rotelle”

Lindsey Vonn ha voluto parlare direttamente ai suoi tifosi e a tutta la gente che in questi giorni complicati le è stata vicina. La campionessa americana inizia a vedere un po' di luce dopo il tremendo infortunio rimediato alle Olimpiadi di Milano Cortina e infatti ha annunciato la sua uscita dall'ospedale. È emotivamente provata Lindsey che si commuove ripercorrendo tutto quello che le è accaduto: ha raccontato infatti di aver rischiato anche di perdere la gamba.
Lindsey Vonn è uscita dall'ospedale, nel video racconta cosa le è successo dopo le Olimpiadi
Insomma c'è stato molto di più della frattura della tibia per Vonn, che ha spiegato le complicazioni riscontrate che hanno riscontrato nell'ospedale di Treviso per quello che è stato di "gran lunga l’infortunio più estremo, doloroso e difficile che abbia mai affrontato in tutta la mia vita". Lindsey ha raccontato: "Vi racconto tutto. Ho riportato una frattura complessa della tibia, ho fratturato anche la testa del perone e il piatto tibiale: praticamente era tutto in pezzi. La situazione è stata così complessa perché ho sviluppato una sindrome compartimentale. Succede quando c’è un trauma così forte in una zona del corpo che si accumula troppo sangue, resta intrappolato e finisce per schiacciare tutto all’interno del compartimento: muscoli, nervi, tendini rischiano di morire".
Il rischio di amputazione per Lindsey Vonn
Paradossalmente la rottura del crociato precedente le ha permesso anche di beneficiare della presenza del dottor Tom Hackett che l'ha salvata: "Lui mi ha salvato la gamba. Letteralmente. Mi ha salvata dall’amputazione. Ha eseguito una fasciotomia: ha inciso entrambi i lati della gamba, l’ha “aperta” per così dire, permettendole di respirare. Mi ha salvato. Dico sempre che tutto succede per una ragione. Se non mi fossi rotta il crociato, che comunque con quell’impatto si sarebbe rotto, Tom probabilmente non sarebbe stato lì. Mi sento davvero fortunata e grata nei suoi confronti, per l’intervento di sei ore che ha fatto mercoledì per ricostruire tutto. È andato molto bene".
I tempi si sono allungati per Vonn che ha ringraziato ulteriormente l'Italia per le cure ricevute: "Sono rimasta in ospedale più del previsto perché avevo l’emoglobina molto bassa a causa della grande perdita di sangue dovuta agli interventi. Stavo davvero male, il dolore era difficile da controllare. Ho dovuto fare una trasfusione e mi ha aiutata tantissimo. Da lì ho iniziato a migliorare e ora sono finalmente a casa. Voglio ringraziare il dottor Hackett e tutto lo staff medico in Italia e in Colorado che si è preso cura di me. È stato un viaggio intenso, e la strada sarà lunga. In questo momento sono su una sedia a rotelle, completamente immobile. Ci resterò per un po’, anche perché ho problemi anche alla caviglia destra. Spero di poter passare alle stampelle presto, ma probabilmente dovrò usarle per almeno due mesi".
Vonn piange ripensando al lavoro degli ultimi giorni
Il peso dell'emozione è troppo forte per Vonn che nel ripercorrere questi giorni complicati non riesce a trattenere le lacrime: "Mi metterò subito al lavoro con la riabilitazione, un passo alla volta, come ho sempre fatto. Non posso descrivervi quanto sia stato doloroso. È stato davvero duro. Non è così che volevo chiudere le Olimpiadi. Però è stato incredibilmente d'ispirazione guardare le mie compagne e il Team USA dominare. Mi ha dato tanta forza. Vi terrò aggiornati. Sarà un percorso lungo, ma io combatto sempre, continuo ad andare avanti. Nessun rimpianto. Sono grata per tutto l’amore e il sostegno che mi avete dato: è stato incredibile, quasi travolgente".
Ci vorrà tutta la forza del mondo per andare avanti ma Vonn è come Rocky, sempre pronta a rialzarsi: "Avrei voluto finisse diversamente, è vero. Ma quello che sono riuscita a fare quest’anno è stato più di quanto chiunque si aspettasse. È stato un anno incredibile e ne è valsa la pena. Ho lavorato durissimo per tornare, ed è stato tutto ripagato. Questo è solo un piccolo punto nel percorso. Un colpo che avrei voluto evitare, ma la vita è così: bisogna incassare e andare avanti. Farò del mio meglio anche questa volta. Mi ha buttata giù, ma sono come Rocky: mi rialzo sempre".