Iniezioni sul pene per volare di più alle Olimpiadi, la Francia non ci sta: “Le dimensioni non contano”

C'è chi dice no ai sospetti sul fatto che i saltatori con gli sci possano iniettarsi acido ialuronico nel pene per migliorare le proprie prestazioni anche a Milano-Cortina. Dopo le indiscrezioni sull'attenzione dei vertici dell'antidoping alle Olimpiadi invernali, su possibili imbrogli da parte di atleti attraverso questo metodo curioso e pericoloso, arriva lo scetticismo di alcuni dei protagonisti delle gare. Gli atleti francesi infatti sono caduti dalle nuvole, con il direttore delle squadre francesi di salto con gli sci che ha parlato di "aberrazione".
Il rischio di saltatori con iniezioni di acido ialuronico nel pene
Dopo gli scandali delle tute modificate, con tanto di squalifiche, ecco quello delle iniezioni di acido nel pene per portare poi all’aumento delle tute nella zona del cavallo con conseguente vantaggio in termini aerodinamici in fase di volo. Incredibile, ma vero, anche per l’Agenzia Mondiale Antidoping che nelle scorse ore ha dichiarato di monitorare il tutto per evitare il rischio di pratiche che metterebbero a repentaglio la salute dei protagonisti. Chi l'avrebbe mai detto dunque che questa disciplina sportiva sarebbe stata così chiacchierata per questi possibili tentativi di imbroglio?
I saltatori francesi increduli sui sospetti a Milano-Cortina
Interrogati sull'argomento gli atleti della squadra transalpina di salto con gli sci, hanno dimostrato di non comprendere la portata di questi sospetti. Etienne Gouy, direttore delle squadre francesi di salto con gli sci, è stato perentorio sull'argomento: "Avere un pene grande non ha alcuna conseguenza sul salto, a parte l'aumento di peso, non ne vedo. È più uno svantaggio che un vantaggio. Potrebbero esserci imbrogli, come in qualsiasi sport. Quando si pratica uno sport con l'attrezzatura, si superano sempre i limiti delle regole, e le nazioni più importanti giocano a carte scoperte. L'anno scorso, ai Campionati del Mondo, c'è stato un grosso scandalo (tre membri dello staff della squadra norvegese sono stati sospesi per aver manomesso le tute, ndr). Ora, la Federazione Internazionale Sci (FIS) ha investito in controlli migliori e più rigorosi, quindi questo è un passo nella giusta direzione".

Entrando nel merito poi della questione della tuta, Gouy ha le idee chiare sulle difficoltà di ottenere risultati con queste iniezioni: "È complicato perché gli atleti hanno corporature diverse. Oltre ai problemi di sicurezza, l'atleta deve planare nell'aria; c'è una certa resistenza dell'aria. La FIS ci sta lavorando. Ne parliamo troppo e non cogliamo il punto fondamentale dell'atleta".
Il saltatore francese Valentin Foubert che spera di rientrare nei big ai Giochi di Milano-Cortina ha dimostrato che questi tentativi di colleghi scorretti non porterebbero a nulla: "Non si può barare su questo, tra i controlli antidoping e la sorveglianza medica, è complicato. E se fosse vero, non saprei cosa dire. Non è solo la tuta che ti fa saltare, c'è anche tutto il resto. Francamente, nel nostro sport, in termini di imbrogli, non ce n'è molto. Davvero, penso che non sia solo la tuta che ti fa andare lontano, ma soprattutto la tecnica di salto".