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Cinque giocatori di hockey hanno detto no all’invito di Trump alla Casa Bianca: cosa si nasconde dietro

Il team USA di hockey maschile dopo la medaglia d’oro olimpica ha fatto visita a Donald Trump. Ha fatto rumore l’assenza di cinque giocatori che hanno declinato l’invito.
A cura di Marco Beltrami
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Donald Trump ha incontrato la squadra maschile di hockey degli USA fresca di oro alle Olimpiadi di Milano-Cortina. Prima la visita nello Studio Ovale della Casa Bianca, con il tentativo di "rubare" una medaglia ai giocatori e poi la celebrazione pubblica in Campidoglio, con il team utilizzato come prova di un Paese vincente. Non tutti i giocatori però della squadra americana hanno accettato l'invito del presidente: Kyle Connor, Brock Nelson, Jake Guentzel, Jackson LaCombe e Jake Oettinger hanno deciso di non recarsi attualmente da Trump.

Cinque giocatori di hockey degli USA hanno declinato l'invito di Trump

Proprio come le ragazze del team USA che dopo le polemiche per la battuta infelice del tycoon hanno declinato l'offerta (anche se a quanto pare ci andranno in un secondo momento), anche cinque hockeisti non hanno seguito il resto della squadra. Ma quali sono le motivazioni di questo forfait? Un paio di giocatori, ovvero Kyle Connor (Winnipeg Jets) e Jake Guentzel (Tampa Bay Lightning) hanno spiegato di voler tornare subito al lavoro per preparare i playoff, mentre Brock Nelson ha manifestato la volontà di tornare subito dai familiari dopo le settimane di lontananza.

Perché i cinque giocatori di hockey non sono andati dal presidente USA

In realtà però sono diversi i media d'oltreoceano che fanno riferimento ad un dettaglio che accomuna quattro dei cinque assenti: Nelson, LaCombe, Guentzel e Oettinger hanno legami forti con il Minnesota, terra in cui sono, nati e cresciuti, oppure dove hanno giocato. Uno Stato che è al centro di una stretta sull'immigrazione, con tanto di operazioni dell'ICE, fortemente voluta da Trump. Proprio per questo in tanti pensano che la loro sia una presa di posizione contro la politica del presidente degli Stati Uniti contro la loro terra d'origine.

Nessun riferimento comunque durante l'incontro da parte di Donald Trump che ha ricevuto la medaglia d'oro olimpica al collo da Matthew Tkachuk. Di fronte alla domanda sulla sua volontà di indossarla, il presidente ha risposto "Sì, assolutamente. Non la restituirò", con l'attaccante che non è sembrato particolarmente dispiaciuto: "La scambio con una penna". Grande celebrazione da parte del tycoon che ha poi consegnato un riconoscimento speciale al portiere Connor Hellebuyck dei Winnipeg Jets: è stato insignito della Medaglia presidenziale della libertà (Presidential Medal of Freedom), la più alta onorificenza civile del Paese. Trump ha chiosato così: "Ho un fantastico ministro della difesa, il portiere. Grandi atleti hanno ricevuto la medaglia. I più grandi in assoluto, e penso che lui se la meriti".

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