La classe di Pellacani dopo l’oro: Mew Jensen si blocca sul trampolino, lei le scrive “sono così fiera di te”

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La tuffatrice azzurra ha dedicato un messaggio all’inglese che ha vissuto una giornata negativa. Dietro quell’improvviso blackout emotivo c’è una storia personale difficile per una frattura alla schiena.

La medaglia d'oro conquistata da Chiara Pellacani ed Elisa Pizzini s'è presa la scena del sincro dai 3 metri ma nel cono d'ombra della finale degli Europei c'è una storia che ha segnato la gara decisiva. E che ha colpito anche la tuffatrice italiana: il blocco mentale che ha rovinato la prova di Scarlett Mew Jensen, in pedana assieme collega britannica Yasmin Harper, prima ha commesso un errore molto grave nella seconda prova obbligatoria poi è salita sul trampolino per effettuare quello successivo ma, al momento di darsi lo slancio con la staccata in punta, è rimasta s'è fermata di colpo. È rimasta immobile, col volto contratto: non ce l'ha fatta a lasciarsi andare, non è riuscita a partire nonostante abbia provato quell'evoluzione tante volte in allenamento. Non se l'è sentita, punto.

Perché? Dietro quell'improvviso blackout emotivo c'è la storia di un'atleta che ha già dovuto affrontare una frattura alla schiena, un lungo stop e un recupero psicologico per partecipare alle Olimpiadi di Parigi 2024. E che, dopo essere tornata a gareggiare e aver conquistato il bronzo olimpico, sempre nella capitale francese ha subito una battuta d'arresto.

Ecco perché acquista un valore importante il messaggio che Pellacani, dopo aver ottenuto il 5° oro europeo, ha dedicato alla tuffatrice inglese. Il suo primo pensiero dopo la vittoria è andato a lei. Poche parole semplici che testimoniano una sensibilità oltre ogni distanza in competizione. "Sono così fiera di te, Scar". E la risposta di Mew Jensen è arrivata immediata: "E io sono infinitamente orgogliosa di te".

Mew Jensen: "Dire che sono distrutta sarebbe un eufemismo"

Scarlet Mew Jensen non ha reagito subito dopo la prova andata malissimo, s'è presa ancora un po' di tempo per metabolizzare la giornata negativa poi ha confessato senza filtri qual è il suo stato d'animo. "Dire che sono distrutta sarebbe un eufemismo. Come squadra, abbiamo lavorato duramente per questa stagione e per questa competizione. In definitiva, non è questo il risultato che speravamo".

La tuffatrice inglese non ha cercato scuse per quanto accaduto. C'è poco da spiegare, chi ha occhi che vanno oltre il giudizio sportivo o la valutazione stilistica sa bene che quando un atleta incappa in una situazione di quel tipo è perché c'è dell'altro che non gli lascia la mente libera. "Sono battute d'arresto come queste che mi ricordano di non sorprendermi mai di ciò che questo sport può riservarti. Dopo 17 anni, sto ancora imparando, ma non c'è posto in cui preferirei essere".

Infine, il ringraziamento alle persone che finora l'hanno accompagnata in questo percorso. "Non ce l'avrei fatta quest'anno senza il mio staff, i miei amici, la mia famiglia e il mio allenatore".

La lesione alla schiena prima di Parigi 2024: "Il mio corpo ha smesso di rispondere"

Il vuoto che ha risucchiato Mew Jensen mentre era lassù, sul trampolino, non può prescindere da un evento traumatico che ha rischiato di segnarla per sempre. Prima delle Olimpiadi 2024, subì un incidente preoccupante: a causa a causa dello stress ripetuto sul trampolino riportò una frattura parziale della colonna vertebrale.

"Eravamo in Cina, prima della Super Finale di Coppa del Mondo, quando ho perso completamente la forza nelle gambe. Il mio corpo ha smesso di rispondere. Non sentivo un dolore insopportabile, ero semplicemente paralizzata". Fu costretta a fermarsi dopo l'esito degli accertamenti: "All'inizio non avevo fatto una TAC, poi, quando sono rientrata, è arrivata la telefonata che temevo: avevo una frattura parziale alla colonna vertebrale".

Quella lesione s'era manifestata nel momento peggiore possibile, eppure ce l'ha fatta a riprendersi e a conquistare un bronzo ai Giochi. "È stata soprattutto una battaglia mentale".

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