Thomas Ceccon mostra il video di un allenamento: “Le bisnonne dell’acquagym mi perseguitano”

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Il campione di nuoto italiano ha raccontato cosa gli è successo in Messico, durante una sessione di allenamento: “Fate come se fosse a casa vostra”. A Verona era accaduto qualcosa di simile.

Thomas Ceccon si sta allenando a Guadalajara (in Messico) e in piscina si ritrova una presenza che conosce bene: le signore dell'aquagym. Gli era successo anche pochi mesi fa, a Verona: al rientro dall'Australia s'era ritrovato a condividere lo spazio con persone che hanno esigenze del tutto diverse dalle sue. Osserva quello che accade intorno e nella vasca e commenta con una battuta: "Le bisnonne dell'aquagym mi perseguitano anche in Messico".

Ceccon e la scena in piscina a Guadalajara

Ceccon segue la sua routine in acqua per tenersi in forma, mentre alcune persone passano da una corsia all'altra. Non c'è alcun confronto tra sé e le signore, né viene descritta una situazione di tensione. Anzi, il tono è ironico e sottolinea (ancora) la sovrapposizione tra due attività che hanno esigente completamente differenti: da un lato l'allenamento di un campione di rango, dall'altra una normale attività natatoria. E la sua osservazione arriva proprio in questo contesto: "Fate come se fosse a casa vostra".

Il precedente di Verona: "Non voglio essere maleducato"

Pochi mesi fa Ceccon aveva raccontato in un'intervista il disagio provato durante alcuni allenamenti in Italia per lo stesso motivo: lezioni di aquagym inconcomitazione con le sessioni del nuotatore: "A Verona condivido uno spazio in piscina con tre gruppi di signore che alle 9.30 entrano per fare aquagym. Non voglio essere maleducato, ma il loro programma prevede anche una musica alta. E a me che mi sto allenando mi deconcentra molto. Questa cosa va cambiata, non posso prepararmi così per le Olimpiadi". Nel caso di Verona, l'impianto federale aveva poi comunicato una riorganizzazione per evitare la sovrapposizioni.

La differenza, quindi, non sta nelle signore dell'aquagym. Sta nel modo in cui Ceccon vive la stessa situazione a distanza di pochi mesi e dall'altra parte del mondo. A Guadalajara può trasformarla in una battuta: le "bisnonne" lo hanno seguito anche in Messico. A Verona, invece, quella convivenza aveva assunto un peso diverso, al punto da spingerlo a protestare e chiedere un cambiamento dell'organizzazione degli allenamenti. È proprio questo il dettaglio che rende la scena meno casuale di quanto sembri.

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Il paradosso per un atleta internazionale: allenarsi in simili condizioni

Per un atleta impegnato nella preparazione di grandi appuntamenti internazionali, la gestione degli spazi e degli orari è parte fondamentale delle condizioni di allenamento. Una situazione di cui Ceccon (ma succede anche in altre discipline come l'Atletica) ha parlato spesso in passato Il problema nel nostro Paese è sempre lo stesso: le strutture. È il paradosso di un nuotatore di rango che, suo malgrado, deve costruire strategie e forma fisica per competere per l'oro, adeguandosi a quel che passa il convento quanto a strutture, tempi di utilizzo e gestione di quei centri che sono meglio attrezzati. Vincono nonostante tutto: cosa accadrebbe se l'intero movimento godesse di percorsi preferenziali, mirati e centri altamente specializzati?

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