Sara Curtis svela il messaggio ricevuto da Sinner dopo l’oro: “Un calciatore non l’avrebbe mai fatto”
Sara Curtis è da poco atterrata a Milano di rientro dagli Europei di Parigi dove ha conquistato l’oro nei 50 metri dorso con tanto di record del mondo. Qui è stata subito accolta dall'applauso di tutte le persone presenti compresi amici e familiari che hanno voluto omaggiare l'impresa della giovane atleta azzurra. Le sue prestazioni in gara hanno emozionato tutti e la Curtis ha parlato anche di coloro i quali hanno condiviso con lei questa gioia, a partire da Jannik Sinner. Il numero uno del tennis mondiale ha infatti inviato un messaggio a Sara rimasta molto colpita da quanto scritto.
"Mi ha scritto ‘grande e complimenti', sono molto contenta". Nelle interviste successive a Repubblica e Gazzetta dello Sport ha poi svelato: "Un calciatore non sarebbe mai sceso dal suo piedistallo per farmi i complimenti come ha fatto lui". E poi: "Quando ho visto il suo messaggio ho urlato!". Non è la prima volta che Sinner dedica attenzione anche agli altri protagonisti dello sport italiano. Come accaduto a marzo scorso quando, dopo aver vinto il torneo di Indian Wells, Sinner dedicò quella vittoria a Kimi Antonelli per il suo primo successo da pilota in Formula 1 con la Mercedes: "È fantastico avere un italiano molto giovane, Kimi, che riporta l’Italia in cima".
E se Sinner pochi mesi fa ricordò al mondo intera come l'Italia possa farla da padrona anche nella Formula 1, qualcuno ha invece ricordato a Sara Curtis di non potersi più sottrarre ormai al paragone con Federica Pellegrini: "È pesante, lei è l'atleta di questo sport. Spero di riuscire a fare la mia strada, ma è un accostamento che fa onore". Di certo Sara Curtis è sicuramente una delle atlete di punta dello sport italiano.
E per quanto riguarda la frase sui calciatori ha poi specificato un altro aspetto: "Al calcio va riconosciuto il ruolo storico e mediatico che ha ma questo non giustifica i commenti ignoranti e arroganti fatti sulle nostre discipline". Il riferimento sembra essere chiaro alle dichiarazioni fatte dall'ex presidente della FIGC, Gabriele Gravina, subito dopo il mancato accesso dell'Italia ai Mondiali a causa del ko in Bosnia: "Il calcio è uno sport professionistico, gli altri sono dilettantistici, facciamo rapporti su basi di equità".