Perché Verstappen e Hamilton hanno corso con le macchinine Lego a Silverstone nonostante le critiche

Prima le critiche pubbliche, poi la partecipazione. Lewis Hamilton e Max Verstappen sono saliti regolarmente sulle macchinine Lego utilizzate per la Drivers' Parade del GP di Silverstone della Formula 1 2026, nonostante nei giorni precedenti avessero espresso pubblicamente più di un fastidio per l'iniziativa. Inevitabile chiedersi perché hanno fatto marcia indietro? La risposta non sta nel fatto che abbiano cambiato idea: l'evento non era una gag improvvisata, ma un'attivazione ufficiale inserita nel programma del weekend e legata alla partnership commerciale tra Formula 1 e LEGO.
Hamilton era stato il più diretto, lasciando intendere di non voler prendere parte alla parata. Verstappen era stato ancora più duro sul piano dell'immagine, spiegando che i piloti non dovrebbero essere messi nella condizione di sembrare "bambini o clown" a poche ore da un Gran Premio. Alla fine, però, entrambi hanno partecipato insieme agli altri piloti della griglia.

Perché Hamilton e Verstappen hanno partecipato alla gara con le macchinine LEGO
La spiegazione sta nel peso specifico dell'operazione. Quella di Silverstone infatti era stata presentata come la "versione 2.0" della parata già vista a Miami nel 2025: allora le vetture erano dieci, questa volta sono diventate 22 minicar guidabili, una per ogni pilota. Ogni monoposto era ispirata alle livree 2026 dei team, con colori, stemmi e numeri personalizzati per renderla riconoscibile.
I numeri spiegano perché fosse difficile considerarla una semplice trovata di contorno: ogni vettura era composta da oltre 28mila mattoncini, pesava circa 280 kg, di cui 65 kg di elementi da costruzione, montava ruote da go-kart e poteva raggiungere i 25 km/h. A realizzarle sono stati 20 specialisti tra designer, ingegneri e costruttori del Gruppo LEGO, con oltre 6.400 ore di lavoro nello stabilimento di Kladno, in Repubblica Ceca.
Il senso dell'iniziativa lo ha spiegato la stessa F1, che ha indicato la parata di Miami come una delle attivazioni più creative e di maggiore impatto mai viste in un weekend di gara. Da qui si capisce perché, nonostante il fastidio espresso da Hamilton e Verstappen, fosse complicato sfilarsi: quella di Silverstone non era una passerella facoltativa, ma un contenuto globale costruito dentro una partnership commerciale pluriennale.
Il caos in pista nella parata LEGO a Silverstone
Alla fine la parata si è trasformata in una mini-gara caotica. Diversi piloti sono finiti larghi o si sono insabbiati provando a tagliare le curve, alcuni sono rimasti piantati e Carlos Sainz, dopo un problema alla sua vettura, è salito sulla macchina di Lando Norris. A vincere simbolicamente è stato Fernando Alonso, protagonista di una delle immagini più surreali del pre-gara.
Il risultato è stato esattamente quello che Formula 1 e colosso danese dei giocattoli cercavano: una scena leggera, virale, facilmente condivisibile e comprensibile anche da chi non segue la F1. Ma ha raccontato anche il cortocircuito della Formula 1 moderna: Hamilton e Verstappen volevano evitare di sembrare comparse in uno spot a poche ore dal GP, il campionato li ha riportati dentro lo show. Perché oggi la F1 non vende più soltanto la gara: vende tutto ciò che le accade attorno.