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Perché tanti piloti nel GP Monaco sono stati penalizzati eccesso di velocità ai box: la traiettoria

Diversi piloti hanno subito una penalità durante il Gran Premio di Monaco per una velocità eccessiva nella corsia box.
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A Monte Carlo, Kimi Antonelli ha vissuto il miglior weekend della sua carriera in Formula 1. Pole position straordinaria, gara fantasmagorica. Quinto successo consecutivo per il pilota della Mercedes, che aumenta il suo margine sugli inseguitori nel Mondiale piloti. Antonelli è stato uno dei pochi piloti a non finire sotto investigazione nel GP Monaco, dove tanti piloti hanno ricevuto penalità a causa dell'eccessiva velocità in pit-lane.

Eccesso di velocità superato di 0,1 chilometri orari

Che un pilota di Formula 1 subisca delle penalità per eccesso di velocità è quasi un colmo. In realtà esistono delle regole e in pit-lane c'è una velocità da non superare. La FIA ha inflitto diverse penalità. La mannaia ha colpito pure Lewis Hamilton, che grazie alla Safety Car è riuscito di fatto a non pagare pegno. Ma sono finiti tra i ‘cattivi' anche Piastri, Gasly, Russell, Colapinto. Tutti questi piloti hanno superato il limite per appena 0,1 km/h. Praticamente un'inezia.

I documenti della FIA hanno confermato le prime indiscrezioni. La FIA ha esaminato le proprie linee di cronometraggio e le apparecchiature di misurazione non riscontrando anomalie. La FIA ha spiegato il perché di tutte queste penalità e sostiene che il problema sia legato alla traiettoria scelta da alcuni piloti all'ingresso in pit-lane.

La traiettoria che ha provocato le penalità

A Monte Carlo l'ingresso box può essere leggermente accorciato, c'è una curva all'ingresso nella quale i piloti possono proseguire diritto sul lato destro per un breve tratto, così facendo guadagnano qualche metro. La misurazione, è stato spiegato poi, inizia nel momento in cui la prima ruota della vettura entra nella corsia di sorpasso. Visto che il sistema misura la velocità media nella pit lane utilizzando spire elettroniche di cronometraggio incorporate nella superficie della pista e il transponder ufficiale FIA della vettura tutte le infrazioni si sono rivelate estremamente lievi. Su tutti i settori della pit lane l'effetto medio è inferiore a un chilometro orario.

Hamilton fa mea culpa: "Credo dipenda solo dalla traiettoria"

Lewis Hamilton dopo la gara ha affermato che la sua penalità è stata figlia proprio della traiettoria scelta: "Non stavo andando troppo veloce. Credo sia solo una questione di come è fatta la pit lane. La percorro da anni. Non è che sia entrato senza premere il pulsante o qualcosa del genere. Il limitatore di velocità in pit lane si attiva immediatamente. Credo che dipenda solo dalla traiettoria che si segue, la stessa che abbiamo seguito tutti per anni: si entra in curva, si taglia una parte della linea bianca, si tiene la testa bassa e si esce. Sono rimasto scioccato quando ho sentito che stavo superando il limite di velocità, perché in realtà non lo stavo facendo. Penso che dipenda dalla distanza e che sia un aspetto che dobbiamo assolutamente approfondire, perché ho sentito che oggi molte persone hanno ricevuto questa multa, pur non andando probabilmente a velocità eccessiva".

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