Perché 8 degli 11 giorni di test F1 2026 non si vedranno in TV, cosa c’è dietro la scelta della Formula 1

La Formula 1 si avvicina alla stagione più rivoluzionaria degli ultimi decenni scegliendo la strada meno spettacolare: il silenzio. Degli 11 giorni complessivi di test F1 2026, ben 8 non saranno trasmessi integralmente in TV, una decisione che ha già sollevato polemiche tra appassionati e addetti ai lavori.
Il programma è chiaro. Si parte dal 26 al 30 gennaio a Barcellona, poi doppia sessione in Bahrain dall'11 al 13 febbraio e dal 18 al 20 febbraio. Ma la copertura televisiva sarà fortemente ridotta: nessuna diretta in Spagna, solo un'ora al giorno nella prima settimana in Medio Oriente, copertura completa soltanto negli ultimi tre giorni.

Barcellona a porte chiuse e Bahrain ridotto: perché la F1 ha scelto il silenzio
La prima tappa al Circuit de Barcelona-Catalunya sarà completamente a porte chiuse. Niente dirette TV, niente immagini ufficiali, nessun tempo sul giro. Le squadre avranno cinque giorni a disposizione, ma solo tre realmente utilizzabili, per tutelarsi da pioggia e possibili guasti alle nuove power unit.
Il motivo è tecnico, ma anche politico. Le monoposto 2026 nascono con un equilibrio inedito tra motore termico ed elettrico, senza DRS e con aerodinamica attiva. L'affidabilità è un'incognita e i team vogliono lavorare lontano dai riflettori, accumulando chilometri e dati senza dover spiegare problemi inevitabili in una fase così embrionale.
Lo stesso approccio si riflette in Bahrain. Dall'11 al 13 febbraio, sul tracciato del Bahrain International Circuit, la copertura televisiva sarà limitata a un'ora di diretta al giorno, nell'ultima parte della sessione. Solo dal 18 al 20 febbraio scatterà la produzione TV completa. In totale, 27 ore di test trasmesse, contro le 88 complessive.

Il timore di un nuovo 2014 e l'effetto boomerang mediatico
Dietro questa scelta pesa un precedente che in Formula 1 nessuno ha dimenticato. Nel 2014, con l'introduzione delle prime power unit ibride, i test furono un disastro d'immagine: poche decine di giri complessivi, vetture ferme ai box e titoli impietosi. Il rischio di rivivere uno scenario simile è reale, come ha ammesso anche Max Verstappen: "Penso che nei primi test a Barcellona saremo più nei garage che in pista. Speriamo di essere più preparati nelle due sessioni di febbraio in Bahrain" è stato infatti il lapidario commento del quattro volte campione del mondo.
Limitare la visibilità serve a controllare la narrazione. Mostrare vetture acerbe, con problemi di affidabilità o prestazioni molto distanti, significherebbe esporre il nuovo regolamento a critiche premature. La FOM e Liberty Media preferiscono concentrare l'attenzione sugli ultimi test e, soprattutto, sul debutto stagionale in Australia.
La Formula 1 entra così nella nuova era scegliendo meno spettacolo e più sostanza. Una strategia prudente, forse necessaria, ma che lascia scoperti proprio i giorni in cui si costruisce il futuro del Mondiale. Per vedere davvero le F1 2026 in azione, toccherà aspettare che il sipario si alzi del tutto.