Marc Marquez spiega perché ha la residenza fiscale in Spagna: “Se in banca avessi il doppio, cambierebbe la mia vita?”

A differenza di tanti suoi colleghi dei motori, sia sulle quattro che sulle due ruote, Marc Marquez ha scelto di non trasferire la propria residenza fiscale in ‘paradisi' dove le tasse sui propri ricchissimi introiti sono pari a zero o di poco superiori. Una decisione che il sette volte campione del mondo di MotoGP non ha mai messo in discussione e che spiega oggi a 33 anni, dopo aver versato finora nella sua carriera oltre 70 milioni di euro di tasse all'erario della Spagna, dove è nato e continua a vivere.
Andorra, ‘paradiso' fiscale di molti piloti di MotoGP: l'aliquota è del 10%
Molti piloti di MotoGP hanno la residenza ad Andorra, il piccolo principato al nord della Spagna: Jorge Martin, Fabio Quartararo, Alex Rins, Aleix Espargaró, Pol Espargaró, Joan Mir, Jack Miller. In passato vi hanno risieduto anche piloti di Formula 1 come Jenson Button, mentre molti ciclisti professionisti la usano come base principale della loro attività.

Il motivo è proprio nel regime fiscale agevolato che vige in quello stato. Non lo 0% sul reddito delle persone fisiche come a Monte Carlo, ma comunque non molto sopra. Andorra applica infatti un'aliquota con un tetto massimo del 10% per i redditi superiori a 40mila euro annui, che ovviamente è il caso di tutti gli sportivi di alto livello. Rispetto al 40-50% dei Paesi europei, il risparmio è immenso.
La scelta di vita di Marc Marquez: "Credo che ci sia un senso civico, chi ha di più deve pagare di più"
"Ad Andorra ho avuto casa per quasi quattro anni, ma non ci ho mai abitato davvero e non ci ho mai pagato le tasse – dice Marquez alla ‘Gazzetta dello Sport' – Perché alla fine Cervera (sua città natale situata nella comunità autonoma della Catalogna, ndr) è a un'ora di macchina di Andorra. In pratica lassù ci tenevo solo gli sci".
Il ‘Cabroncito' spiega poi i motivi di quella che è una scelta di vita per lui molto importante: "Stando da sempre in Spagna ho la metà di quello che potrei avere, ma mi sono sempre fatto delle domande: ‘Se avessi il doppio, mi cambierebbe la vita?'. La risposta era no. ‘Se in banca avessi il doppio, cambierebbe il mio stile di vita?'. La risposta continuava a essere no. Credo che ci sia un senso di giustizia, un senso civico: chi ha di più deve pagare di più. Con dei limiti, eh…".

Quanto paga di tasse Marquez in Spagna
Avendo scelto di risiedere stabilmente a Madrid dopo aver vissuto a Cervera, Marquez è a tutti gli effetti un residente fiscale spagnolo. In Spagna, i residenti pagano l'Impuesto sobre la Renta de las Personas Fisicas (ovvero l'equivalente dell'IRPEF italiana) con aliquote progressive. Per i redditi altissimi come quelli del campione del mondo 2025 con la Ducati, l'aliquota massima fluttua tra il 45% e il 47%. Se consideriamo un ingaggio base stimato intorno ai 10 milioni di euro all'anno (senza contare i ricchi sponsor personali), Marquez versa nelle casse del fisco spagnolo quasi 5 milioni di euro all'anno.
In pratica, come lui stesso ha ammesso nell'intervista, lascia allo stato iberico quasi la metà di quello che guadagna. Se fosse rimasto ad Andorra, su 10 milioni di euro ne avrebbe pagato solo uno, risparmiando dunque quasi 4 milioni di euro a stagione. Una scelta di "senso civico" coerente con la sua filosofia di vita.
Con la residenza ad Andorra il suo patrimonio sarebbe di circa 160 milioni: quasi la metà l'ha versata al fisco spagnolo
Allargando il discorso al passato, se calcoliamo l'imposta media del 46% su una carriera che gli ha fatto guadagnare circa 160 milioni di euro lordi (mettendo insieme ingaggi base, bonus storici e sponsorizzazioni dal suo debutto nel Motomondiale a oggi) ne viene fuori che Marquez ha versato al fisco spagnolo una cifra tra i 70 e gli 80 milioni. Ovviamente si tratta di un'approssimazione, vista l'impossibilità di stimare precisamente i suoi guadagni tra stipendio e tutto il resto.
Questa è la ragione per cui il suo patrimonio netto attuale si attesta ‘solo' sugli 80 milioni circa: quasi l'altra metà dei suoi guadagni storici è stata trattenuta dallo stato spagnolo sotto forma di tasse. Se Marquez avesse vissuto stabilmente ad Andorra pagando il 10%, oggi il suo conto in banca sarebbe più ricco di quasi il doppio.