La prima sconfitta stagionale di Lewis Hamilton arriva in tribunale. Il 2020 è stato un anno pieno di successi per il pilota britannico da poco diventato il pilota più vincente della storia della Formula 1 strappando alla leggenda Michael Schumacher il record di vittorie ed eguagliandolo per numero di titoli iridati conquistati.  Ma adesso è arrivata una sonora sconfitta per il driver Mercedes. Il paradosso è che a infliggere la prima batosta dell'anno al miglior pilota di sempre nella lotta contro il tempo (suo difatti anche il record di pole position) è stato un produttore di orologi.

Lewis Hamilton dopo tre anni ha infatti perso la battaglia legale portata avanti dallo stesso 35enne di Stevenage per impedire a un orologiaio svizzero di lusso di usare il nome "Hamilton" sui prodotti distribuiti in Europa. L'Ufficio per la proprietà intellettuale dell'Unione Europea ha infatti respinto la sua richiesta affermando che il pilota non detiene alcun "diritto naturale" su quel nome e che, tra l'altro, l'orologiaio elvetico utilizza quel nome fin dal XIX secolo, precisamente dal 1892. Gli orologi Hamilton infatti apparvero per la prima volta al cinema nel 1932 nel film di Marlene Dietrich "Shanghai Express".

Nella spiegazione data dall'istituto che decide sulle questioni inerenti il copyright dell'UE si legge infatti che l'affermata azienda di orologi Hamilton International Ltd, indossati anche da celebrità del calibro di Elvis Presley (morto nel 1976), ha avuto il marchio "Hamilton" inciso sui suoi accessori ben prima della nascita del pilota che di anni adesso ne ha 35. Questa volta dunque Lewis Hamilton è stato battuto e per una volta non è lui ad uscire vincitore dalla sfida contro il tempo.