Lewis Hamilton in Giappone a lezione dalla leggenda Tetsuro Shimaguchi: “Si è chiuso il cerchio”

Lewis Hamilton si è recato in Giappone ringalluzzito. La stagione l'ha iniziata con lo spirito giusto e in pista si è ritrovato. Il primo podio con la Ferrari gli dà slancio, che a Suzuka potrebbe essere un'arma in più. Hamilton prima dell'attesissimo weekend ha avuto la possibilità di seguire una lezione con il leggendario arista samurai Tetsuro Shimaguchi, l'uomo che ha fatto da coreografo di tutte le scene di combattimento con la spada in Kill Bill.
Hamilton con Shimaguchi
Lewis Hamilton in versione samurai. Il video e le immagini postate sono inequivocabili. Il pilota inglese raggiante ha spiegato cosa ha fatto, ricordando anche il passato, di quando da bambino prese lezioni per difendersi a scuola da chi lo bullizzava. Stavolta ha avuto la possibilità di poter seguire una lezione con il mitico Shimaguchi, artista leggendario che ha creato le coreografia delle scene di combattimento con la spala in Kill Bill.
"Ho preso lezioni da bambino per difendermi dai bulli a scuola"
Hamilton ha scritto a corredo del video pubblicato con Tetsuro Shimaguchi: "Di nuovo al dojo. È incredibile poter seguire una lezione con Tetsuro Shimaguchi, un leggendario artista samurai. Ha coreografato tutte le scene di combattimento con la spada in Kill Bill, il che è pazzesco. Uno dei miei film preferiti di sempre. La nostra lezione mi ha riportato indietro nel tempo e mi ha ricordato quando praticavo karate da bambino. Ho iniziato a prendere lezioni per imparare a difendermi dai bulli a scuola. Il karate mi ha insegnato anche disciplina, rispetto e umiltà. Ho seguito lezioni ogni settimana per sette anni e ogni volta si iniziava con noi in ginocchio a inchinarci al nostro sensei. Ieri ho fatto lo stesso con Tetsuro. È incredibile quando nella vita si verificano questi momenti in cui il cerchio si chiude. Da giovane non capivo perché dovessimo inchinarci, ma crescendo e imparando a rispettare la tradizione, ho imparato ad apprezzare la bellezza di quel gesto. Grazie, Sensei, e grazie Tokyo per la bellezza, la cultura e la calorosa accoglienza”.