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Lewis Hamilton è come Schumacher: “Sono più simili di quanto si possa immaginare”

Aldo Costa, che ha lavorato con entrambi, facendo un parallelo tra Hamilton e Schumacher ha dichiarato che gli unici piloti ad aver vinto 7 titoli in Formula 1 hanno diversi punti in comune.
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A cura di Alessio Morra
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I nomi di Lewis Hamilton e Michael Schumacher da anni sono abbinati. Entrambi hanno vinto sette titoli Mondiali, e sono gli unici a potersi fregiare di ciò in Formula 1. Hamilton dal 2025 guiderà per la Ferrari. Sarà al fianco di Leclerc e proverà con il team di Maranello a diventare il primo a vincere otto campionati. Impresa non semplice, ma senz'altro è tutto molto affascinante. Di sicuro nei prossimi anni il paragone tra Lewis e Michael tornerà ulteriormente in auge. Chi li conosce bene, e li ha visti lavorare da vicino ha un'idea precisa e afferma che i due totem si somigliano molto.

In un'intervista rilasciata a Leo Turrini, Aldo Costa, che ha lavorato sia con Schumacher, nei tempi d'oro della Ferrari, era direttore tecnico, che con Hamilton, nella prima parte dell'era vincente della Mercedes (era sempre direttore tecnico) ha fatto un parallelo tra i due campionissimi, che non possono essere paragonati perché non sono figli della stessa epoca (anche se per tre stagioni si sono sfidati in pista), ma che hanno maggiori similitudini di quanto si pensi: "Michael e Lewis sono meno lontani di quanto si possa immaginare, entrambi hanno sempre avuto un approccio molto analitico. Sono meticolosi, molto professionali. Sanno che a certi livelli sono i dettagli a spostare l’equilibrio, a determinare il risultato".

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Paragonarli però è impossibile, Costa spiega perché: "Loro appartengono a culture non sovrapponibili. Schumacher è stato l’ultimo driver di un’epoca in cui le macchine venivano sviluppate in pista, tramite continui test sull’asfalto. E in questo era formidabile, unico oserei dire. Lewis appartiene al tempo del simulatore. Negli anni sono cambiate le regole. Michael stava sempre al volante, Hamilton quasi mai perché non può. Non a caso Schumi quando tornò a correre nel 2010, senza più i test in circuito, si trovò male, lui il simulatore lo odiava proprio. Schumi determinava lo sviluppo delle gomme con i suoi test, perché poteva farlo. Nell’era di Hamilton le gomme vengono battezzate e la grandezza del pilota sta nella capacità di far rendere al massimo da subito pneumatici che non conosce, che non ha contribuito a scegliere prima. E in questo lui è un maestro assoluto, come Michael lo era nel suo mondo”.

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Costa poi ha parlato anche del sì di Hamilton alla Ferrari. Lewis ha agito con il cuore e per questo quando si è presentata l'occasione di correre con la Rossa è salito a bordo mollando dopo dodici stagioni la Mercedes: "Lui è un istintivo. Ha seguito il cuore. Non è una svolta dettata dal Dio denaro. Se verrà qualcuno con lui? Nel 2013 si presentò in Mercedes da solo e gli diedero del pazzo, si sa come è andata". 

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