La Ferrari gioca il tutto per tutto sulla F1 2026: la vera macchina sarà nascosta fino all’ultimo momento

Alla Gestione Sportiva di Maranello il lavoro è ripartito a pieno regime subito dopo la pausa natalizia. Il progetto interno 678, che segna l'ingresso della Ferrari nella nuova era tecnica della Formula 1, verrà presentato il 23 gennaio a Fiorano, accompagnato da uno shakedown di 15 km utile solo a verificare il corretto funzionamento dei sistemi prima della spedizione in Spagna.
Dal 26 al 30 gennaio, nei test a porte chiuse di Barcellona, Charles Leclerc e Lewis Hamilton scenderanno in pista con una monoposto con configurazione volutamente conservativa. Nessuna ricerca della prestazione, nessun indizio reale agli avversari: l'obiettivo sarà validare l'interazione tra power unit 2026, elettronica e aerodinamica attiva, al debutto sull'asse anteriore.

Ferrari 2026, strategia chiara: test funzionali e sviluppo nascosto
La monoposto che girerà in Catalogna sarà quindi una Ferrari "grezza", pensata per raccogliere dati, verificare le simulazioni e comprendere il comportamento delle nuove gomme Pirelli da 18 pollici, leggermente più strette rispetto al passato. La vera macchina, quella da gara, resterà dunque ancora nascosta.
In Catalogna l'obiettivo sarà accumulare più dati reali possibili per poter ancora sviluppare la vettura in fabbrica fino a quando non dovrà essere spedita in Australia per il primo GP dell'anno e per impostare, limitatamente a quanto concesso dal budget cap, il programma di aggiornamento futuro.

Power unit e aerodinamica: il cuore dell'all-in Ferrari
Il focus principale è sulla power unit 2026, chiamata a gestire un equilibrio inedito tra motore termico ed elettrico. E rispondere al "trucco" che avrebbe trovato la Mercedes (copiato dalla Red Bull) per estrarre qualche cv in più di potenza dalla parte endotermica. Ferrari ha scelto di puntare sulla testata in acciaio, una soluzione che consente di lavorare con temperature di combustione più elevate, migliorando l'efficienza complessiva. Il peso non sembra essere un problema centrale, grazie all'aumento dei limiti regolamentari e a un packaging studiato appositamente fin dall'origine.
Fondamentale a riguardo anche il contributo della Shell, impegnata nello sviluppo dell'e-fuel: maggiore potere calorico significa più prestazione, a patto di controllare la detonazione con additivi specifici per salvaguardare l'affidabilità. Sul fronte telaistico, il progetto 678 adotterà una sospensione push-rod sia all'anteriore che al posteriore, una scelta che rientra nella ricerca di semplicità meccanica e pulizia aerodinamica imposta dal nuovo regolamento.

La vera Ferrari solo negli ultimissimi giorni in Bahrain: Melbourne nel mirino
Il copione non cambierà subito. Come rivelato da Motorsport Italia, nei due test ufficiali FIA in Bahrain (11-13 e 18-20 febbraio) la Ferrari infatti dovrebbe iniziare a scoprire gradualmente le carte, continuando lo sviluppo in galleria del vento fino all'ultimo istante utile. Il pacchetto aerodinamico definitivo destinato al debutto di Melbourne dovrebbe comparire solo negli ultimi giorni di collaudi sulla pista di Sakhir.
Niente versioni "A" o "B" dichiarate, bensì un'evoluzione continua e controllata, condizionata anche dai vincoli del budget cap. La scelta è netta: non mostrare il reale potenziale prima che conti davvero. La F1 2026 sarà una rivoluzione totale e la Ferrari ha deciso di giocarsela così: accumulare dati, nascondere la prestazione e presentarsi al primo Gran Premio con una monoposto che gli altri vedranno davvero solo quando sarà troppo tardi per reagire. Un vero e proprio azzardo per la scuderia guidata da Frederic Vasseur che all'alba di questa nuova era tecnica della Formula 1 intende giocarsi il tutto per tutto.