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La disperazione di Iannone: “Se penso che non posso più correre mi uccido o impazzisco”

L’ex pilota della MotoGP Andrea Iannone torna sulla squalifica di 4 anni che lo costringe a stare lontano dalle moto e dalla pista fino al 2023 mostrando tutta la disperazione per quella che lui considera un’ingiustizia: “Vivo come un pilota ma senza correre. Però non posso continuare a pensarci, perché sennò o mi uccido o impazzisco completamente”.
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A cura di Michele Mazzeo
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Andrea Iannone dovrà ancora attendere altri due anni per tornare a correre in moto dopo la sentenza del Tas che, accogliendo il ricorso della Wada, ha portato a 4 anni la squalifica per doping. Il centauro abruzzese dunque potrà tornare a gareggiare soltanto dopo il 17 dicembre 2023 quando di anni ne avrà 34 e sarà quindi difficile rivederlo in MotoGP, almeno come pilota.

Nonostante le prove portate in sue difesa avessero dimostrato che la sostanza dopante, il Drostanolone, a cui è risultato positivo in un controllo antidoping in Malesia nel 2019, sia stata assunta inconsapevolmente e i diversi punti oscuri della vicenda, il Tribunale dello Sport ha assecondato la richiesta dell'Agenzia Mondiale Anti-Doping allungando l'iniziale squalifica di 18 mesi (inflitta dalla FIM) fino a 4 interminabili anni.

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Una situazione che ha gettato nella disperazione Andrea Iannone che, pur continuando ad allenarsi e vivere come fosse un pilota in attività, non riesce ancora ad accettare il fatto di non poter correre in moto: "È difficile spiegare come sto. È come se avessi qualcosa dentro di me che mi uccide ogni giorno, perché non mi lasciano fare quello che sapevo fare meglio, cioè andare in moto – ha detto infatti l'ex pilota Ducati e Aprilia in un'intervista rilasciata al quotidiano spagnolo AS –. Mi manca ogni giorno. Prima di andare a letto ogni sera e quando mi sveglio ogni mattina, mi sento un motociclista e mi alleno come un pilota. Vivo come se fossi un pilota".

Ma è quando gli viene fatto notare che pur sentendosi ancora un pilota non può comunque correre che il classe '89 di Vasto, utilizzando un'iperbole, tira fuori tutta la sua disperazione: "Già, senza correre. Ora è così per me, ma non posso continuare a pensarci, perché sennò o mi uccido o impazzisco completamente".

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Andrea Iannone sente infatti la squalifica come una vera e propria ingiustizia perpetrata nei suoi confronti: "Certo che è stata un'ingiustizia. Bisogna fare qualcosa per evitare di trovarci in questa situazione ingiusta. Se qualcuno fa qualcosa che non va, ovviamente deve essere penalizzato, ma ogni sport deve essere diverso" ha infatti proseguito poi il pilota abruzzese riguardo alla lunghissima squalifica per doping comminatagli.

Nonostante ciò e un periodo di squalifica che terminerà quando lui avrà ormai 34 anni, il centauro di Vasto non esclude un suo possibile ritorno in MotoGP anche se ammette che ad oggi, a due anni dalla fine delle sanzione, è ancora difficile saperlo: "Spero di tornare, ma non so se come pilota. È difficile pensarci adesso. Il sogno rimane e può essere messo in pausa e poi recuperato, ma non è giusto pensare ora se tornerò o meno come pilota" ha difatti chiosato Andrea Iannone.

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