La circolare diffusa ai team di MotoGP in caso di bombardamento in Qatar: “Non filmate, evitate ascensori”
Il GP del Qatar 2026 non sembra conoscere pace perché sia appresta a non essere un weekend come gli altri. Dopo essere stato già spostato da aprile alle date del 6-8 novembre a causa del conflitto regionale, si apre con un'allerta che il Circuito di Lusail ha deciso di rendere pubblica: le ubicazioni dei rifugi di emergenza e un Protocollo di sicurezza in caso di attacco durante le sessioni. Anche la griglia ne risente: i piloti in pista saranno 18, perché Yamaha ha ritirato entrambe le squadre.
Cosa prevede il protocollo di sicurezza di Lusail durante il weekend del GP Qatar
La regola base, in ogni scenario, è mantenere la calma e mettersi subito al riparo, senza affacciarsi alle finestre, osservare o filmare. In hotel, di giorno o di notte, si usano solo le scale per raggiungere l'area sicura designata, evitando gli ascensori. Se non si arriva in tempo, si resta al proprio piano in una zona interna vicino a scale e ascensori, lontano dalle finestre e seduti contro una parete solida. Se non si può uscire dalla stanza, si resta bassi sul lato opposto alla finestra. Sul Circuito si raggiunge l'edificio solido concordato con la propria squadra, evitando tende, aree aperte del paddock ed edifici con facciate in vetro.
All'aperto si entra nell'edificio più vicino. Se non ce n'è, ci si abbassa a terra e si copre la testa. In veicolo si accosta, si esce e si raggiunge l'edificio più prossimo. In mancanza di strutture ci si allontana comunque dal mezzo, ci si abbassa e si protegge la testa. Si resta fermi per almeno dieci minuti oppure fino al messaggio di cessato allarme, a seconda di quale arriva per ultimo. Dopo l'allerta non si toccano né si fotografano eventuali detriti: vanno segnalati ai servizi di emergenza locali, e ci si accerta con il proprio team o gruppo aziendale che tutti siano stati contati e siano al sicuro.
In sintesi estremamente sintetica, il Protocollo sicurezza emanato tocca questi punti essenziali:
- Calma e riparo immediato, senza fermarsi a guardare
- Hotel: scale verso area sicura; se impossibile, zona interna lontana da finestre
- Circuito: edificio solido della squadra, niente tende o vetri.
- All’aperto o in auto: edificio più vicino o terra coprendo la testa
- Restare fermi 10 minuti o fino a cessato allarme
- Dopo: non toccare detriti, segnalarli e fare l’appello del team
Il caso Yamaha: ritirati Quartararo, Rins, Miller e Fernández
Al via ci saranno Ducati, Aprilia, KTM e Honda, ma non Yamaha, che ha ritirato sia il team ufficiale Monster Energy Yamaha Factory sia la Prima Pramac. Restano quindi a casa Fabio Quartararo, Alex Rins, Jack Miller e Augusto Fernández, per le restrizioni di viaggio aziendali legate alla situazione in Medio Oriente. La casa giapponese ha spiegato la scelta in una dichiarazione diffusa il 1° novembre 2026: "A seguito dell'ultima valutazione della situazione in Medio Oriente, Yamaha non ha individuato motivi sufficienti per modificare le restrizioni di viaggio aziendali esistenti a livello di tutta l’azienda".
La replica di MotoGP: "delusione" e possibili conseguenze contrattuali
Lo stesso giorno MotoGP Group ha risposto con un comunicato ufficiale, dicendosi "delusa" dalla decisione di Yamaha. Ha ribadito di non aver ricevuto alcuna informazione che giustificasse un cambio di programma e ha confermato che la gara di Lusail del 6-8 novembre si svolge regolarmente, segnalando possibili implicazioni contrattuali e sportive.
Resta però un dato di fatto: l'annuncio di Yamaha e la pubblicazione del protocollo mostrano un clima di forte apprensione attorno al 20° appuntamento del Motomondiale.