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Il video onboard di Bezzecchi a Brno svela cos’è successo col marshal in ghiaia: “Ca**o fai?”. Poi il colpo

Il video onboard dell’Aprilia di Bezzecchi chiarisce cosa è successo dopo la caduta nella Sprint di Brno: la moto era ancora accesa nella ghiaia, il motore è salito di giri mentre un marshal la maneggiava, poi è arrivata la reazione del pilota. Il gesto resta gravissimo e da condannare, ma le immagini spiegano l’origine della furia.
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Il video onboard dell'Aprilia di Marco Bezzecchi aggiunge un tassello decisivo alla ricostruzione dell'episodio costato al leader del Mondiale MotoGP la sospensione dal GP di Brno. Non cambia il giudizio sul gesto: mettere le mani addosso a un commissario è una reazione gravissima, da condannare senza attenuanti. Ma le immagini riprese dalla telecamera interna della RS-GP spiegano meglio che cosa ha fatto perdere la testa al pilota dopo la caduta nella Sprint Race del GP della Repubblica Ceca.

La sequenza comincia con la moto già nella ghiaia, ferma ma apparentemente ancora accesa. Un marshal si avvicina e prova a intervenire sulla Aprilia per metterla in sicurezza. In quel momento, però, si sente il motore salire improvvisamente di giri: il commissario sembra maneggiare la moto mentre questa è ancora ancora accesa, probabilmente agendo in modo involontario sull'acceleratore. È il dettaglio che fa scattare Bezzecchi.

Il pilota arriva di corsa verso la moto e urla qualcosa al marshal. L'audio è sporco, coperto dal rumore del motore e dal caos della ghiaia, ma la frase sembra abbastanza chiara: "Che ca**o fai?". Il senso dell'ingiustificabile reazione è chiaro: il riminese teme che quel movimento possa danneggiare la sua Aprilia e interviene con eccessiva rabbia.

Cosa mostra il video onboard dell'Aprilia di Bezzecchi

Subito dopo l'urlo arriva il gesto che ha portato alla sanzione: Bezzecchi prima allontana fisicamente il commissario dalla moto con una spinta del braccio, poi interviene lui sui comandi per spegnere la RS-GP o comunque metterla in sicurezza, e poi, prima che il pilota si allontani definitivamente dal luogo in cui c'è la sua moto, si sente un altro colpo (probabilmente uno schiaffo). Le immagini della camera fissa della MotoGP completano la ricostruzione dell'episodio: l'alfiere dell'Aprilia arriva di corsa già molto agitato, si fa largo tra i marshal e la moto, spinge via il commissario e, dopo aver spento la moto, colpisce il marshal mentre gli addetti al circuito cercano di completare le operazioni di recupero.

È qui che si separano i due piani della vicenda. Il primo è tecnico-emotivo: il video onboard mostra che la reazione di Bezzecchi non nasce dal nulla, ma dalla frustrazione per la caduta e per un weekend che non sta andando come il leader del mondiale di augurava unita alla preoccupazione per una gestione della moto ancora accesa nella ghiaia e dal motore che sale di giri col rischio di danneggiarlo irrimediabilmente. Il secondo è disciplinare: nessuna preoccupazione per la moto può giustificare in alcun modo un contatto fisico con i marshal, che in quel momento hanno il compito di mettere in sicurezza pilota, mezzo e pista.

Gli Steward FIM hanno giustamente punito proprio questo secondo aspetto. Nel documento ufficiale infatti si fa riferimento al fatto che Bezzecchi ha spinto e colpito i commissari impegnati nel recupero della moto, violando l'articolo del regolamento relativo alle condotte considerate dannose per gli interessi dello sport. Inevitabile la mano dura con la sospensione dal resto del weekend e niente gara lunga a Brno.

La doppia visuale rende la vicenda ancora più chiara: l'onboard spiega l'origine della furia, la camera esterna conferma il deprecabile gesto. Bezzecchi ha visto la sua moto ancora accesa e il motore salire di giri, ha reagito d'istinto e ha sbagliato. Un errore pesantissimo, perché trasforma una caduta nella Sprint in un caso disciplinare e rischia di incidere in modo diretto anche sulla sua corsa al Mondiale.

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