Il bizzarro motivo per cui la McLaren F1 scartò Robert Kubica: “Ancora oggi non so se stesse scherzando”

Alla fine del 2007, dopo una stagione esplosiva e ingestibile, McLaren si ritrovò costretta a sostituire Fernando Alonso. Accanto a Lewis Hamilton, reduce da un debutto clamoroso, serviva un profilo solido. Robert Kubica era uno dei nomi più accreditati nel paddock: giovane, veloce, già vincente con BMW Sauber.
Eppure, quella porta non si aprì mai. Al suo posto arrivò Heikki Kovalainen. Il motivo? Non tecnico, non sportivo. Estetico.

A svelarlo è Matt Bishop, all'epoca responsabile delle comunicazioni McLaren, che nel podcast "And Colossally That's History!" ha raccontato un episodio rimasto sospeso tra il serio e il faceto. "Ricordo che Whitmarsh disse a quel tempo che uno dei problemi di Kubica, come possibile pilota della McLaren nel 2008, era che il suo naso era troppo grande. Lo disse lui" ha infatti detto il 63enne che nel 2017 ha lasciato la compagine di Woking e la Formula 1 prima di tornarvi poi nel 2021 con Aston Martin.
Alla domanda se fosse una battuta o un giudizio reale, Bishop non ha certezze: "Penso che stesse scherzando, per essere onesti. Ma ancora oggi non so se stesse scherzando" ha aggiunto il giornalista inglese classe '62.

Il riferimento era a Martin Whitmarsh, allora amministratore delegato del team, cresciuto professionalmente sotto l'ala di Ron Dennis, noto per l'attenzione maniacale all'immagine del marchio McLaren. Un dettaglio apparentemente grottesco, che però racconta molto del clima di quegli anni a Woking.
Kubica, nel frattempo, costruiva la sua parabola: una sola vittoria in F1, in Canada nel 2008, poi la carriera spezzata dal terribile incidente rally del 2011 proprio prima del grande salto in Ferrari (dato che aveva firmato un precontratto per la stagione successiva, come lui stesso ha rivelato in passato). Tornato in Formula 1 nel 2019 con la Williams, oggi a 41 anni ha trovato una nuova consacrazione vincendo da assoluto protagonista la 24 Ore di Le Mans con la Ferrari privata del team AF Corse.

A distanza di quasi vent'anni, quel retroscena resta una fotografia impietosa o, comunque, lascia tutti con un dubbio atroce: uno dei talenti più puri della sua generazione è forse rimasto fuori dalla McLaren per un motivo che con la pista non aveva nulla a che vedere.