Hamilton, la chiamata radio che ha salvato la Ferrari a Sepang: “Non andrò al casinò con quei ragazzi”

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La scelta strategica delle gomme s’è rivelata sbagliata al GP del Bahrain: da asciutto su un asfalto ancora bagnato. Poi l’intuizione del pilota e il rifiuto di tornare ai box per il cambio pneumatici.

C'è una chiamata radio che ha cambiato il Gran Premio del Bahrain per la Ferrari. Ed è lì, quando Lewis Hamilton ha fatto valere l'intuito e l'esperienza del sette volte campione del mondo che la gara sua e del Cavallino ha svoltato a Sepang. Ha detto: no, non rientro ai box perché certo che la pista si sarebbe presto asciugata (considerate anche le temperature in Malesia). "Mentre tutti mi sorpassavano, dal box mi dicevano: Ci fermiamo. Ma io sapevo che avevamo già accumulato altri 26 secondi di ritardo. Che differenza faceva rispetto al minuto e 40, o a qualsiasi altro distacco? Quindi ho pensato: Aspettiamo solo che la pista si asciughi". E ha avuto ragione. La sua vettura ha iniziato a volare in condizioni di aderenza progressivamente migliori. Il resto lo ha fatto la qualità di uno sportivo che è sopra la media. La rimonta dalla 18ª alla 3ª posizione è la spiegazione più semplice si possa dare: quando hai un fuoriclasse come il driver britannico puoi rimediare anche a uno sbaglio clamoroso.

La scelta strategica delle gomme s'è rivelata un abbaglio: pneumatici da asciutto sotto la pioggia e su un asfalto ancora bagnato. E non c'è stato verso di cambiare idea, per due volte hanno ignorato le sue indicazioni. "Sono entrato in pit-lane, ho guardato l'asfalto e ho detto: è ancora bagnato – ha raccontato Hamilton -. Sono andato al muretto e ho detto: è ancora bagnato. Loro mi rispondevano: si asciugherà in fretta. Poi in fondo alla pit-lane ho visto gli altri togliere le termocoperte dalle Intermedie e ho capito: siamo nei guai".

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L'incertezza meteo ha mandato in tilt tutte le letture della pista. Poi c'è stato il bug informatico che ha reso tutto più complicato per il Team di Maranello. Tra problemi elettronici e un fondo pista insidioso, il confronto radio con il muretto è diventato serrato. Hamilton sapeva che a Sepang, con 35 gradi, il tracciato si sarebbe asciugato in fretta. Sapeva che la mescola delle Soft era l'unica che gli poteva ancora dare una chance per recuperare. "Vedevo tutti andar via, pensavo fosse finita – ha aggiunto in seguito -. Ero a un minuto, sullo schermo vedevo il distacco. Ho solo tenuto la testa bassa".

Da lì è iniziata la rimonta. L'asfalto s'è rivelato finalmente amico, la SF-26 ha ritrovato il passo sul tracciato ormai asciutto. Nell'ultimo stint Hamilton si prende Hadjar e sale terzo, dietro a Verstappen e Antonelli. Il boato del pubblico scandisce l'impresa: un podio che fino a 10 giri prima sembrava pura fantascienza. "Nella fase finale abbiamo preso le decisioni giuste. I ragazzi sono stati fantastici con i pit-stop dopo quell'errore". Poi arriva la battuta che offre la lettura più sarcastica a una situazione compromessa dall'azzardo degli pneumatici, rimediata solo grazie alla tenacia del campione. "Di sicuro non andrò al casinò con quei ragazzi!".

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