Guy Martin, 38 anni / Getty
in foto: Guy Martin, 38 anni / Getty

Guy Martin non sarà processato per aver guidato con una patente falsa. L’accusa è stata ritirata dopo che una perizia psichiatrica ha evidenziato che il pilota inglese di corse su strada soffre di sindrome di Asperger. A darne notizia è il Daily Mail che per primo ha ricostruito la vicenda. I fatti risalgono al 2018, quando Martin venne arrestato dalla Polizia irlandese in seguito a un controllo da cui era emerso che era alla guida con una patente falsa che, presumibilmente, aveva utilizzato per condurre veicoli pesanti nel periodo compreso tra il 4 dicembre 2017 e il 15 maggio del 2018. Martin aveva assicurato alla Polizia che la licenza fosse vera, per cui oltre all’accusa di falsificazione del documento, si era anche aggiunta quella di falsa testimonianza. Dopo una breve udienza tenutasi nel dicembre dello scorso anno, il giudice Andrew Eastel aveva deciso di rinviare il pilota a giudizio, fissando per il 6 gennaio 2020 la data del processo davanti alla Corte di Lincoln.

Guy Martin affetto da sindrome di Asperger

Tuttavia, solo pochi giorni fa, tutte le accuse sono cadute in seguito ai risultati di una perizia psichiatrica alla quale il pilota inglese si è sottoposto su richiesta della sua difesa, evidenziando che è affetto dalla sindrome di Asperger. Secondo quanto dichiarato dal procuratore Michael Cranmer-Brown, le accuse sono state ritirate dopo che due diversi specialisti che lo hanno visitato sono arrivati entrambi alla stessa conclusione. “Il primo, incaricato dalla difesa e autorizzato dall’accusa, ha affermato che Martin non sempre applica quello che gli altri potrebbero definire come buonsenso – ha detto Cranmer-Brown al DailyMail – . Ha una vulnerabilità nel prendere ciò che la gente dice alla lettera”. A suo avviso, il disturbo autistico rende Martin una persona “abbastanza vulnerabile perché gli altri possano vederlo come un bersaglio facile”. Da parte sua, il giudice Simon Hirst, membro della Corte di Lincoln, ha ritenuto che “qualcuno abbia potuto ingannare” Martin e che lo stesso “non fosse in possesso di tale documento con l’intenzione di ingannare qualcuno”.

Sono stati presentati dei referti medici – ha dichiarato il giudice istruttore del caso – e l’accusa accetta che è ipotizzabile che Martin abbia ritenuto che si trattasse di una patente di guida autentica. Pertanto, in assenza di obiezioni da parte della Corte, presento verdetto di innocenza riguardo entrambe le questioni relative al signor Guy Martin”.

Per Martin, 38 anni, si scioglie dunque un nodo che avrebbe potuto metterlo nei guai anche se, d’altra parte, il risultato della perizia ha inevitabilmente rivelato che dietro al suo modo di fare istrionico e la capacità di approfondire ogni aspetto con ossessiva accuratezza (sua, ad esempio, tutta una serie di curiose imprese sportive compiute durante la carriera nelle Road Races oltre a record di vario genere – come il primato di velocità massima su una slitta da neve, su un hovercraft e anche su un trattore) si nascondevano sintomi riconducibili alla sindrome di Asperger, una forma di autismo descritta dalla comunità scientifica solo alla fine del XX secolo ma negli ultimi tempi venuta alla ribalta con molti personaggi famosi, tra cui la giovane attivista svedese Greta Thunberg che da tre anni ha scoperto di convivere con questo disordine neurologico.