"Io ho una ostruzione genetica di un ponte coronarico da monitorare. Ma clinicamente è come se avessi 25 anni, con picchi di testosterone ottimi, la mia tiroide viaggia al massimo delle sue funzioni". Così ha parlato Mario Cipollini in esclusiva a Novella2000 a pochi giorni dal suo intervento al cuore. Il pluricampione del ciclismo italiano, classe 1967, è stato operato per risolvere un problema di natura cardiaca che lo limitava nei momenti di fatica e che lo stava preoccupando oltremodo.

Considerato uno dei migliori velocisti di tutti i tempi, dominatore negli arrivi in volata durante tutti gli anni novanta e l'inizio degli anni 2000, ‘SuperMario‘ (questo il soprannome regalatogli dal mondo dello sport) oggi gode ad andare in bicicletta per passione, mantenendosi in forma e godendosi un meritatissimo riposo. In carriera ha vinto tutto, un campionato del mondo, una Milano-Sanremo, tre Gand-Wevelgem, un E3 Harelbeke, quarantadue tappe al Giro d'Italia (che è ancora record imbattuto), dodici al Tour de France e tre alla Vuelta a España.

Adesso deve pensare a riposare e a guarire, per un intervento delicatissimo quanto programmato e riuscito alla perfezione: 5 ore sotto i ferri, agli Ospedali Riuniti Torrette di Ancona per una ablazione del ventricolo destro e una quadrupla biopsia del ventricolo sinistro.  Paroloni medici poco comprensibili che Cipollini semplifica in un concetto semplicissimo: "Certe cose non vanno trascurate, se parlo è perché la prevenzione è tutto, la gente lo deve capire, non basta fare un elettrocardiogramma o un’ecocardiografia per stare tranquilli. Se, leggendo questa intervista, anche una sola persona riuscirà a farsi curare prima che sia troppo tardi, questa mia testimonianza avrà un significato"

Per Cipollini la questione era comunque particolare, portandosi da sempre un problema genetico che ultimamente però, lo ha fatto pensare: "Quando andavo in bicicletta mi sono accorto che superati certi sforzi, ovviamente per me che sono stato un professionista molto alti, quando l’impegno era molto alto, sentivo che qualcosa non andava. Sentivo di non rispondere come sarebbe stato naturale per me, da sportivo".

Da lì, i primi esami, poi i controlli sempre più accurati fino alla decisione dell'intervento chirurgico: "Il medico che mi ha seguito, il dottor Crosetti che mi conosce da sempre si è insospettito, ha voluto andare più a fondo, conosce i miei livelli da sportivo e non si è fidato di ciò che gli raccontavo. Adesso sto bene, attendo altri esami ma ho fiducia nell'equipe medica eccezionale che mi ha curato. I risultati sono ottimi"

Nessun collegamento al possibile stress per la causa intentatagli dalla moglie per maltrattamenti e stalking. L'intervento era programmato da tempo, dice Cipollini, nessun riferimento a ciò che è legato alle aule di tribunale e alla sua vita privata: "Le due cose sono molto distanti. E la decisione di questo intervento è stata prima molto, molto prima del processo, di fronte al quale io sono molto tranquillo e sereno, perché la verità è dalla mia parte