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Tour in ginocchio per l’ondata di calore, corridori allo stremo: docce gelate e ghiaccio sotto le maglie

I corridori stanno affrontando i primi giorni di gara a temperature altissime, che avrebbero dovuto far scattare misure per la tutela della loro salute. Ma finora non si sono viste: “E la situazione peggiorerà, siamo solo all’inizio”
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Siamo alla quinta tappa e qualcosa non funziona nella macchia perfetta di ASO, lo storico organizzatore del Tour de France perché la polemica è servita puntuale. E non sul classico piatto freddo, bensì caldo, caldissimo. Come le temperature a cui sono sottoposti i corridori dalla prima frazione scattata sabato scorso e che ha visto sul tracciato dopo 4 giorni di gare una temperatura media ben oltre i 35°. Temperatura che avrebbe dovuto far scattare il protocollo HTP (Hot Temperature Protocoll) che in questa edizione è stato rivisto, corretto e aggiornato in base alle mappe di calore lungo il percorso che allarmano i meteorologi e che stanno mettendo a repentaglio la salute dei ciclisti. Eppure, dopo 4 tappe nessun provvedimento evidente è stato preso: "Dopo 4 giorni ci hanno chiesto se era il caso di aumentare la presenza di acqua e ghiaccio sul percorso".

Madiot e l'accusa agli organizzatori del Tour: "Nessun provvedimento adottato, evidentemente va tutto bene…"

A lanciare il classico sasso sulle strade del Tour de France è stato Marc Madiot, ex storico corridore e direttore tecnico e oggi Presidente  della ⁠Groupama-FDJ United, team francese impegnato in gara. Che ha spiegato cosa stia avvenendo nel gruppo, contrariamente da quanto preannunciato e promesso dall'organizzazione.

Ovverosia, massima attenzione alle temperature, mai così elevate come quest'anno, che minano la salute dei corridori, costretti a pedalare alla massima potenza per 4-5 ore al giorno sotto 35-40 gradi. "Il caldo c'è sempre stato, ma la sua durata è stata variabile in altre occasioni ma questa volta si sta protraendo. E' davvero molto più dura, e stando alle previsioni ancor più la situazione si complicherà", ha analizzato il presidente del team Groupama-FDJ. "Misure di sicurezza? L'organizzazione ha ammesso, finalmente, dopo quattro giorni di gara, che sarebbe opportuno poter fornire ai nostri corridori più acqua e ghiaccio durante tutta la giornata…"

Una nota non marginale e che contrasta con la massiccia campagna mediatica lanciata nel periodo pre Tour dove il famoso Protocollo HTP era sventolato come il fiore all'occhiello dell'organizzazione: "C'è un organizzatore, c'è l'UCI, ci sono i rappresentanti dei corridori. Non è una questione che mi riguarda personalmente e in cui non voglio entrare" continua Madiot. "Chi fa le regole e segue la corsa è stato corridore anche lui, evidentemente non ci sono problemi per nessuno, va tutto bene…". Ironia evidente, visti i tanti problemi e le scene viste a fine tappa con corridori stremati, alcuni vicino al collasso, altri in debito di forze.

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Cosa sta accadendo al Tour: "Siamo solo all'inizio, i malori arriveranno e la situazione peggiorerà"

"Siamo solo all'inizio" ha poi ancora sottolineato Madiot preannunciando che i malesseri veri a queste condizioni critiche arriveranno per molti nei prossimi giorni, quando le forze verranno ancora meno e la fatica si farà sentire: "A mio parere fra poco molti accuseranno problemi di stomaco, perché l'alimentazione sta venendo già adesso alterata. Il consumo continuo, esagerato ma necessario, di più acqua rispetto al previsto, e per di più spesso ghiacciata, darà problemi e farà semplicemente peggiorare la situazione". 

Sin da prima della prima tappa, l'ASO aveva garantito anche decisioni drastiche di fronte alla cappa canicolare che sta avvolgendo i percorsi del Tour, fino alla neutralizzazione di parte delle frazioni o di interi tracciati di fronte a temperature elevate. Non solo: partenze anticipate per sfruttare le ore mattutine e massiccia assistenza in corsa. Al momento, però non è avvenuto alcunché di tutto questo, debitamente previsto e programmato.

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