Pogacar non corre più nel 2026, ma è già tornato in bici: il recupero dopo la terribile caduta
Tadej Pogacar è già tornato in sella alla bici a distanza di due settimane dopo la caduta rovinosa alla Vuelta. Per quanto possa sorprendere la rapidità dei tempi di recupero dopo le fratture riportate nell'incidente, non si tratta di un ritorno "miracoloso" alle competizioni. La stagione 2026 del campione sloveno è finita: oggi le sue condizioni di salute sono buone ma richiedono prudenza. Rivederlo pedalare di nuovo sul rullo, però, è un segnale chiaro: il lavoro è già orientato alla completa riabilitazione e alla prossima annata agonistica. "Non proprio come avevamo pianificato di trascorrere il mese di settembre", dice ironicamente il ciclista della UAE Emirates ma va così: la vita lo ha disarcionato nel momento più fulgido della carriera, ora può solo prepararsi per tornare in sella.
Dalla caduta alla bici nel giro di un paio di settimane
Il 29 agosto scorso Pogacar aveva subito un durissimo incidente durante l'ottava tappa della Vuelta: cadde a poco più di 30 chilometri dall'arrivo, quando aveva addosso la maglia rossa ed era forte di un vantaggio abbastanza largo sui diretti concorrenti. Quel ruzzolone costò caro, lo costrinse al primo ritiro della sua carriera in un grande Giro. Il bollettino medico fu pesante: gli esami sullo sloveno evidenziarono commozione cerebrale, frattura scomposta della clavicola sinistra, frattura cervicale stabile a livello della C7 e numerose abrasioni per l'impatto sull'asfalto. La clavicola è stata poi operata a Barcellona il 31 agosto: l'intervento è riuscito e Pogacar è stato dimesso pochi giorni dopo. Il ritorno sul rullo, quindi, arriva dopo poco più di due settimane dall'incidente e rappresenta il primo passaggio concreto verso la ripresa dell'attività fisica.
Non è un rientro alle corse: la stagione dello sloveno è già conclusa
Il 2026 di Pogacar s'è chiuso in maniera traumatica. Il grave infortunio dal quale si sta ristabilendo è alle spalle, uno di quei brutti tiri della sorte che ti mette i bastoni tra le ruote quando meno te lo aspetti. L'incidente ha avuto riflessi anche sul piano delle ambizioni sportive: alla Vuelta l'obiettivo era conquistare la tripla corona, dopo aver già fatto propri il Giro d'Italia e il Tour de France. Sembrava a portata di mano, a giudicare dagli esiti delle prime tappe: sette vittorie e un margine di cronometro in classifica generale tale da apparire quasi come una sentenza. E la mostruosa volata fatta il giorno prima della caduta confermò l'impressione: la vittoria era già sua… almeno fino a quando il destino non ha preso una piega diversa. L'unica cosa che non ha potuto controllare.
Lo sloveno ha cancellato dal calendario appuntamenti importanti: né Mondiali di Montreal, né Campionati europei e nemmeno il Giro di Lombardia. Non c'è fretta, la squadra e il ciclista hanno tutto il tempo per gestire il rientro senza doverne accelerare i tempi