video suggerito
video suggerito
Opinioni

Pogacar alla Milano-Sanremo come Pantani a Oropa: ora solo un’impresa lo separa dall’eternità ciclistica

Dopo essere caduto, sulla Cipressa riprende tutti come il Pirata a Oropa, scatta e vince la resistenza di Mathieu van der Poel e un enorme Thomas Pidcock.
A cura di Jvan Sica
0 CONDIVISIONI
Immagine

Doveva essere la gara che Tadej Pogačar non doveva vincere, forse non poteva vincere perché troppo pochi erano i tratti dove poter fare la differenza e troppi gli avversari che potevano impensierirlo fino alla fine. E invece alla fine lo sloveno è riuscito a vincere anche la Milano-Sanremo, la corsa che ha più desiderato, quella che ha più atteso e in un certo senso oggi lo rende ancora una volta qualcosa di mai visto nella storia del ciclismo. Non solo ha vinto una delle ultime due grandi classiche che ancora gli mancavano, Pogačar ha vinto dopo essere caduto a pochi chilometri dalla Cipressa, riprendendo poi tutti sulla salita e allungando appena arrivato in testa al gruppo.

Lacero, contuso e sanguinante sul fianco sinistro ha ricordato tutti una sola immagine, il Pantani di Oropa del 1999, quando un problema meccanico fermò il Pirata all’inizio della salita piemontese, ma lui recuperò e saltò tutti gli avversari vincendo una tappa leggendaria.
La sfida lanciata ormai da mesi doveva essere contro Mathieu van der Poel, il vincitore dello scorso anno ma, come spesso accade proprio alla Sanremo, un nuovo protagonista si è imposto e lo ha sfidato, Thomas Pidcock, due volte campione olimpico in Mountain Bike, che oggi ha scritto una delle pagine più belle della sua carriera.

L’esultanza di Pogacar.
L’esultanza di Pogacar.

La sfida Pogačar-Van der Poel era scritta già nella storia di questo ciclismo presente, così grandioso che forse nemmeno ce ne rendiamo conto. A partire dalla Milano-Sanremo del 2023 infatti, delle quindici classiche-monumento disputate, tredici sono state vinte proprio da Pogačar e Mathieu van der Poel, con le due parentesi di Evenepoel nella Liegi 2023 e di Philipsen, alla Sanremo 2024, dopo che Mathieu aveva fatto un lavoro incredibile per portarlo alla massima velocità su via Roma.

La sfrenata voglia di conquistare la Sanremo di Pogačar è stata un racconto nel racconto di questi anni ciclistici. Nel 2023 Mathieu van der Poel aveva una gamba ingiocabile, riuscendo in un contrattacco fin da subito storico alla fine del Poggio, per arrivare in via Roma in solitaria. Nel 2024 Pogy fu in parte scherzato dalla Alpecin, che sfruttò Van der Poel per giocarsi la carta Philipsen e vincere in un volata ristretta. Nel 2025 la sfida colossale fra i due, con il campione sloveno che ha fatto le fiamme su Cipressa e Poggio per togliersi dalle ruote l'olandese, il quale però ha retto facendo uno sforzo esasperante da guardare anche solo in televisione.

Non solo il recente passato era pronto per la sfida, anche il presente aveva apparecchiato la tavola: quando sono partiti da Pavia questa mattina tutto era realmente livellato per i due campioni. Mathieu van der Poel in questo 2026 aveva vinto una corsa di prestigio, la Omloop Het Nieuwsblad e due tappe alla Tirreno-Adriatico, per prepararsi al meglio per la Sanremo, Pogačar aveva corso una sola gara, le Strade Bianche, e l'aveva vinta con un allungo a 80 chilometri dal traguardo. Quanto a forma erano entrambi al top.

Un tema che è diventato subito caldo quest’anno è stato il vento, evidentemente contrario a un ciclista come lo sloveno che pesa più o meno 65 chili rispetto a Ganna e Mathieu van der Poel che invece pesano intorno agli 85 e 75 chili. Ma Tadej ha battuto anche Eolo.
Ai nastri di partenza, in seconda se non in terza fila a Pavia poi c’era Thomas Pidcock, arrivato forte di una bella vittoria alla Milano-Torino di pochi giorni e che ha corso ai livelli di uno dei più grandi della storia del ciclismo nel giorno in cui ha fatto la storia. Un secondo posto in una Classicissima brucia, ma è difficile non essere orgogliosi in questo momento. Altra grande corsa l’ha fatta Wout van Aert, terzo dopo essere caduto ed essersi attardato più di 25 secondi.

Pogacar in gara.
Pogacar in gara.

Cosa resta ora? Prima di tutto la bellezza di una delle Milano-Sanremo più belle, perché il ciclismo degli anni ‘20 è a tutti gli effetti uno degli spettacoli sportivi migliori di questi anni e poi c’è ancora il futuro e le sfide ancora da vincere. Due sono quelle che attendono Pogačar, una di difficoltà media se non medio-bassa, l’altra invece è davvero l’ultimo scoglio prima dell’eternità ciclistica. Non ha mai vinto una Vuelta lo sloveno, ma ci sentiamo discretamente confidenti nel fatto che appena vorrà correrla per vincere lo potrà fare senza troppi drammi, mentre ad attenderlo fra qualche settimana c’è il “mostro finale” per uno con il suo corpo, la Parigi-Roubaix.

Riuscirà a vincere anche una gara così difficile? Bisogna aspettare solo pochi altri weekend e lo sapremo. Oggi però bisogna solo pensare di aver assistito a una grande pagina di sport, che richiama alla mente ciclisti come Pantani, Merckx, Saronni, Binda e Gimondi, il primo per com’è avvenuta la vittoria, gli altri quattro perché gli unici ad aver vinto la Milano-Sanremo con la maglia di campione del mondo. Se non è essere nell’olimpo questo?

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views