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Martinelli: “Milano-Sanremo ossessione di Pogacar, attaccherà sulla Cipressa. Ma vince Van der Poel”

E’ il giorno della Milano-Sanremo 2026, è il giorno della verità, è il giorno di un nuovo capitolo della sfida tra Tadej Pogacar e Mathieu Van der Poel. Giuseppe Martinelli ha “letto” in anteprima la Classicissima di Primavera prevedendo cosa accadrà e chi vincerà. “Una delle poche gare che ancora oggi mi fa alzare i battiti del cuore e che mi ricorda la felicità pura provata grazie a Chiappucci in quella straordinaria avventura del 1991”
A cura di Alessio Pediglieri
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Alla vigilia della Milano-Sanremo 2026 Beppe Martinelli si è lasciato andare in un'intervista schietta, dove è arrivato subito al punto centrale: quello in cui si deciderà tutto. Lui che ne ha corse da Direttore Sportivo oltre 30 e l'ha vinta nel 1991 con l'epica fuga dal Turchino a Via Roma lunga 150 chilometri con Claudio Chiappucci, anticipa a Fanpage ciò che potrà accadere alla Classicissima di Primavera, nell'eterna sfida tra Tadej Pogacar e Mathieu Van der Poel che si arricchirà di un altro capitolo: "Per Pogi è un pallino, si è preparato solo per questa gara, la vuole vincere. Ma Mathieu sa sempre cosa fare e quando farlo".

Chi vincerà? Per Martinelli la risposta appare facile, puntando le proprie chance su Mathieu Van der Poel, in una forma straordinaria e che, anche senza una corazzata alle spalle, sa stare nel posto giusto al momento giusto. La UAE dovrà studiare non una ma diverse strategie: "La principale è permettere a Pogacar di restare solo sulla Cipressa". Ma come potrà farlo? Semplice: "Con un forcing infernale da subito, anche sulla discesa dal Turchino e sui Capi". Pronta ad un Piano B: "Che si chiama Del Toro, l'unico gregario al mondo a reggere i ritmi di Pogacar". E che potrebbe sfiancare MVDP. Con un ultimo pensiero, rivolto a Filippo Ganna: "S'è nascosto alla Tirreno e se regge e scatta prima dell'ultima curva…"

Direttore, si è giunti ad una nuova Classicissima e si ritorna a fare i pronostici della vigilia…

Ma guarda [interrompe sorridendo, ndr] diciamo che non è difficile, è un po' più facile indovinare la Milano-Sanremo che altre gare. Anche oggi si deciderà sulla Cipressa. Resta il punto focale dove la UAE farà veramente un forcing incredibile perché devono provare che rimangano isolati i due contendenti principali, Pogacar e Van der Poel. Pogi sta andando fortissimo e se dovesse rimanere da solo sulla Cipressa diventerà difficile andarlo a prendere. Andare a chiudere 5 secondi, 10 secondi, 20 secondi in questo momento è quasi proibitivo se non c'è una squadra dietro organizzata veramente bene. E poi quelli della UAE avranno anche il Piano B.

Martinelli, lei l'ha vinta una volta ma l'ha corsa in oltre 30 edizioni da direttore sportivo. Come mai è così difficile per Pogacar vincere la Milano-Sanremo?

Pogacar non l'ha ancora vinta per un semplice motivo: perché non è una corsa dura abbastanza per fare quella selezione che lui riesce a fare. Finora non l'ha vinta perché gli è scappata o ha commesso degli errori, ma è perché ha trovato sempre qualcuno più forte di lui per quel tipo di corsa.

E che tipo di corsa è, la Classicissima?

Non è dura ma è molto lunga, dove diciamo che nell'80% dei casi, anche nel 90, alla fine vince sempre un campione. E' una corsa dove quando arrivi al Poggio, o a volte anche quando arrivi alla Cipressa, spesso ti sei già mangiato tutto quello che avevi. Una corsa lunga e stressante: ti assicuro che al momento della partenza, tutti vorrebbero subito arrivare il più presto possibile alla Cipressa per finirla. Se vogliamo esagerare, rischia di diventare anche noiosa perché non c'è modo di inventarsi qualcosa di diverso dalle volte precedenti. Una volta si diceva che il Turchino poteva essere una salita da selezione, va bene. Ma adesso non lo è più. Oggi forse in discesa si potrebbe attaccare e smuovere qualcosa prima dell'ultimo tratto decisivo.

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Proviamo a leggere la Classicissima nelle sue varie parti. Iniziamo dal primo tratto, fino al Turchino. Cosa accadrà?

Io dico che andrà in porto subito una fuga di attaccanti: quattro, sei, otto ci proveranno anche se ci saranno ritmi subito elevatissimi. Per me la UAE ha costruito una squadra proprio per questo: tanti uomini di fatica per fare selezione per arrivare in Riviera se non sfilacciati di sicuro più stanchi rispetto alla normalità. Pogacar sa che l'Alpecin paga prezzo rispetto alla UAE. Loro sono uomini veramente abituati a tirare tutto il giorno.

Poi inizia la discesa e la parte centrale della corsa con l'avvicinamento al gran finale. Secondo lei qualcuno si muoverà e chi lo farà per primo?

La discesa se sarà bella asciutta, la faranno forte. Specialmente in fondo alla discesa quando si gira verso la Riviera. Lì hai tutti gli strumenti per capire se c'è vento favorevole, se c'è vento di fianco, quanti chilometri di velocità ha il vento e sarà determinante. Però, una o due frustate se le daranno durante la discesa, il primo scossone della corsa sarà lì. E lo darà l'UAE.

E poi cosa accadrà dai Capi in avanti?

I Capi verranno fatti a tutta. La UAE ha portato uomini come McNulty che ti può fare da Albenga al Berta tirando solo lui facendo selezione, stancando. Il mal di gambe te lo fa venire sicuro. Ti viene perché è veramente un corridore potente, forte, forte anche in salita, che riesce a tenere un'andatura alta e che non fa recuperare nessuno. E porteranno Pogacar sotto la Cipressa.

Eccoci al punto clou della Milano-Sanremo, la Cipressa: cosa accadrà?

Non credo che Pogacar ci arriverà col solo Del Toro, anche se basterebbe: è l'unico gregario che c'è in questo momento al mondo che se si mette a disposizione di Pogacar non dico potrebbe andare come lui, ma quasi. Poi hanno Christen, McNulty, c'è Novak, Vermersch… Tutti pedalatori veri, abituati a fare 100km in testa e che dovrebbero riuscire a fare l'andatura, a mettere un po' di vento anche se non c'è, perché se vai a 50 all'ora il vento lo prendi. Da una parte o dall'altra lo prendi. E fatichi.

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Questo per quanto riguarda Pogacar e la UAE, ma Van der Poel?

Come squadra hanno un sicuro vantaggio rispetto all'Alpecin ma Van der Poel è un fenomeno vero, oggi in bicicletta. Sa stare nel posto giusto anche quando è senza squadra. E' abituato a correre nelle prime 15 posizioni, in bicicletta non lo batte nessuno:  difficilmente lo becchi fuori dai giochi oppure lo sorprendi, perché è uno che corre molto davanti.

A proposito del vento, si dice che potrebbe essere contrario tra Cipressa e Poggio, un problema per chi?

A guardare le ultime previsioni sembra trasversale. Certo che se sulla Cipressa c'è vento contrario è peggio sicuramente per Pogacar perché in andatura a ruota puoi stare abbastanza bene ma chi tira o vuole scattare non riesce a fare un'andatura elevata più di tanto.

Se Pogacar ha fatto capire di essere sui suoi standard, Van der Poel appare ancora più forte dell'anno scorso, concorda?

Van der Poel l'anno scorso, proprio sulla Cipressa, con Pogacar ha fatto quello che ha voluto, sempre. E' stato a ruota di Pogacar in maniera impressionante. Oggi appare ancora più forte. Ciò che ha dimostrato alla Tirreno è sintomatico: non tanto per le due tappe vinte, ma perché dopo ha fatto altri due o tre giorni dove si è praticamente allenato, non ha fatto classifica… ha proprio fatto la Tirreno in funzione della Sanremo. Poi da campione com'è gli è venuto anche di vincere due tappe, come accade ai fuoriclasse anche quando non vogliono ma vi si ritrovano e non mollano nulla. Il Van der Poel di quest'anno è uno dei migliori Van der Poel che ho visto. Già un mese fa all'Omloop [la classica di apertura delle Fiandre, vinta in modo dominante lo scorso febbraio, ndr] è stato devastante: gli ultimi 30 km li ha fatti quasi senza far fatica. Stava bene e da allora si è migliorato.

E Pogacar? Non è che questa ossessione per la Milano-Sanremo alla fine può condizionarlo più di quello che potrebbe accadere in corsa?

Può pesare mentalmente questa situazione, anche se lui è convinto di una cosa: lui la vuole vincere e più presto la vince più presto si toglie un peso. Per lui credo che sia diventato un po' un pallino. Quante volte è andato a provare il Poggio? Quante volte è andato a provare la Cipressa? Lì ha fatto anche il nuovo record… negli ultimi mesi si è allenato praticamente su e giù da lì. Perché è un campione che non lascia nulla al caso. L'ossessione? Sicuramente c'è, ma non è uno che non dorme la notte perché non ha vinto la Sanremo. Anche se secondo me, quest'anno ha messo nel mirino la Sanremo e la Roubaix. Purtroppo per lui, ha un Van der Poel enorme in mezzo alle scatole e farà fatica.

A proposito, prima ha accennato ad un Piano B della UAE: a cosa si riferiva?

Se la UAE vuole vincere la Sanremo a tutti i costi, a prescindere con chi, dovrebbe fare in modo sulla Cipressa ad adoperarsi anche per Del Toro, per scollinare in 6 o 7 e portarlo fino ai piedi del Poggio. Il Piano B sarebbe questo: avere Del Toro a disposizione, perché lo puoi far partire sul Poggio obbligando Van der Poel a riprenderlo, perché non avrebbe alternative. Se resta con Pogacar perde la corsa, se insegue il messicano si sfianca nella sfida con Pogacar. Scelte: anche se credo che la UAE correrà al 100% solo per Pogacar.

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L'anno scorso tra i due litiganti si infilò un certo Filippo Ganna… come lo vede in questa Sanremo?

Se ci fosse qualcuno che rimane con quei due-tre come Filippo… Si è un po' nascosto alla Tirreno-Adriatico e credo che Ganna domani ci sarà. Ha anche una squadra [la Ineos Grenadiers, ndr] che non sono gli ultimi tonti della compagnia… Secondo me alla Tirreno ha fatto un po' lo gnorri: ha vinto la cronometro e poi si è detto di stare tranquillo. Se arriva coi primi come l'anno scorso prima dell'ultima curva deve provare a partire e giocarsi le sue carte, non aspettare la volata. Facile a dirsi, l'anno scorso è arrivato con le gambe incrociate…

Concludendo, direttore. Se salisse di nuovo in ammiraglia, sceglierebbe Pogacar o Van der Poel?

Ne ho avuti tanti di campioni… e ti assicuro che è stato bello. Però, il più volte è stressante, perché sei sempre costretto a vincere. E oggi è ancora peggio: non è più come una volta che correvi per prepararti, ora sei obbligato a vincere, perciò… sai cosa? Anche se la Sanremo è una delle poche gare che ancora oggi mi fa alzare i battiti e ogni volta mi viene in mente la felicità pura provata grazie a Chiappucci in quella straordinaria avventura del 1991… a me sta bene così: godermela senza patemi davanti alla televisione.

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