L’epica gara nell’inferno di Mol: Van der Poel emerge dalla tormenta, Vab Aert si spezza una caviglia

Una gara d'antri tempi, in condizioni meteo assurde, ai limiti del consentito e dell'umano. Ma il ciclocross d'inverno è anche questo. Soprattutto questo, con i corridori immersi in una tormenta di neve, lo sterrato che si trasforma in una pista innevata da sci da fondo da percorrere su 4 millimetri di copertone, discese, salite, curve e tornanti in cui è impossibile trattenere le traiettorie previste. Questo è stato l'epico scenario surreale in cui si è consumato durante lo Zilvermeercross di Mol, dove a primeggiare ancora una volta è stato l'immenso Mathieu Van der Poel mentre il suo rivale di sempre ne esce nel peggiore dei modi: Wout van Aert cade, prova a risalire in sella, pedala qualche metro ma si deve arrendere per una caviglia rotta.
Il terribile infortunio di van Aert: caviglia fratturata, subito operato
Iniziamo dalla nota più dolente, l'infortunio di Wout van Aert nel tentativo di tenere a bada la grinta di Van deer Poel: il belga ha provato in ogni modo a tenere testa al rivale olandese ma alla fine si è dovuto arrendere. In una curva, su un tratto completamente ricoperto da neve e ghiaccio, ha perso l'equilibrio ed è finito malamente per terra. L'agonismo, la determinazione e la concentrazione lo hanno spinto a riprendere subito la bici e a risalire, ma da lì a poco ha dovuto fermarsi. Van Aert ha iniziato a zoppicare vistosamente mentre veniva assistito dal proprio team per quello che poi sarà un esito pessimo sul fronte medico: caviglia rotta, per la quale è stato immediatamente operato e ha già iniziato la riabilitazione.
Van der Poel perfetto anche nella tormenta: imprendibile anche a Mol
E Van der Poel? L'olandese è stato ancora una volta una autentica macchina da cross, perfetto e invincibile, concludendo la gara con un successo imperiale, forse il migliore in questo inizio di stagione, ottenuto in condizioni quasi impossibili per ogni suo avversario: "Mi spiace per quanto accaduto a Wout" ha poi sottolineato al traguardo, evidenziando l'unico neo in una giornata altrimenti perfetta, quello di aver visto il proprio primo avversario doversi ritirare per un brutto infortunio per il quale ha dovuto già dire addio alla sua avventura invernale.