La straordinaria storia della Rose Rocket, caso unico nel ciclismo: nata su Youtube è al Giro d’Italia

Una maglia che è già andata a ruba, con colori vivaci, che attira subito l'attenzione e piace moltissimo ai tifosi. Che anche in questo Giro d'Italia hanno saputo apprezzare la presenza di una delle squadre più strane e atipiche di sempre, la Unibet Rose Rocket, una Professional che si è iscritta alla Corsa Rosa, il primo grande Giro cui partecipa. Da sempre, perché il Team di chiara matrice olandese, ma con licenza francese, è nato solamente nel 2023 nel format che si vede ora e che si è sviluppato da un'idea nata quasi per gioco quando, nel 2019, un gruppo di appassionati crearono contenuti su Youtube. E oggi si ritrovano a competere tra i professionisti: "Raccontando il ciclismo con una storia diversa".
In un mondo, quello del ciclismo professionistico, in cui si fatica da sempre ad uscire dai canoni della comunicazione tradizionale col pericolo di creare distonie e fastidi di un sistema oramai ben definito e decodificato, c'è chi non ha paura di rompere ogni schema e lo ha fatto fino ad entrare nel sistema stesso, continuando a scardinarlo creando scompiglio e disordine: la Unibet Rose Rocket, la neonata Professional metà olandese e francese che solo 7 anni fa esisteva solo sui social e oggi sgomita per vincere almeno una tappa del Giro 2026. Continuando a raccontare il ciclismo senza snaturarsi, rompendo ogni canone consolidato, pubblicando sui social ogni contenuto ritenuto virale. Con enorme successo perché come raccontano i vertici del team, sono riusciti ad avvicinare al ciclismo, giovani, famiglie, curiosi e persone che mai avrebbero pensato di interessarsi a questo sport.
Per capire l'intento della Rose Rocket bisogna riferirsi anche alle parole di Marcel Kittel, uno dei volti pubblici del progetto e figura chiave nel suo sviluppo mediatico: "Siamo molto professionali, lavoriamo sodo, ma abbiamo il vantaggio di avere i media come uno dei nostri elementi distintivi. I corridori così possono concentrarsi sul dare il massimo, ma non sentono quella pressione perché mostriamo anche quei momenti che altri nascondono. Questo ci rende forti e crea una buona identità e una buona atmosfera generale".
Dopotutto la Rose Rocket non è una squadra amatoriale, al Giro 2026 per caso, anzi. Nelle prime 4 tappe ha già mostrato di poter dire la propria, entrare nei momenti importanti della corsa e farlo anche puntando al massimo obiettivo: vincere una delle 21 tappe. E nella 3a, si è sfiorata l'impresa, grazie al corridore di punta, il neerlandese Dylan Groenewegen che ha conquistato il 3° posto al fotofinish. Si piazza subito dietro a Paul Magnier (1°, Soudal Quick-Step) e Jonathan Milan (2°, Lidl-Trek). "Siamo molto entusiasti", ha dichiarato ancora Kittel delle prime fasi del Giro: "Ci sono molte persone entusiaste qui per noi e credo che questo inizio abbia un grande potenziale."
La storia della Rose Rocket: il racconto del Giro come un lungo video su Youtube
Ma cosa fa la Rose Rocket di così diverso rispetto agli altri team a tal punto da essere la classica mosca bianca all'interno del panorama ciclistico professionistico? Tutto è iniziato con Bas Tietema, Josse Wester e Devin van der Wiel, tre creatori di contenuti che hanno cominciato a giocare con il ciclismo su un canale Youtube, con i fan, attraverso gare di impennate, video nel caos della carovana della corsa, pizze consegnate ai corridori esausti al termine di una tappa del Tour. Uno spirito social che ha fatto breccia a tal punto che nel 2023 nacque la squadra, prima Continental, poi l'attuale ProTeam. In seguito, sono giunti subito gli inviti importanti, quindi gli sponsor ed infine anche i corridori, con 4 vittorie nel 2026 e la prima nel WorldTour che ha fatto breccia nel sistema.
Senza perdere il proprio modo di raccontare il ciclismo: telecamere all'interno del bus, tanta trasparenza senza filtri. Con una buona dose di autoironia e umorismo con un linguaggio più naturale e meno istituzionale che arriva alle persone che stanno apprezzando e rispondendo al meglio. Anche in questo Giro d'Italia 2026 dove uno sparuto gruppo di youtuber sta raccontando la propria avventura dentro una delle Corse più importanti dell'intero circuito UCI.