Il team radio di Pogacar prima di perdere la Roubaix allo sprint con Van Aert: “Come posso batterlo?”

Tadej Pogacar ha provato a scrollarsi di dosso Wout Van Aert per avere una vera chance di vincere la Parigi-Roubaix ma il belga è stato più astuto, forte e presente dello sloveno nei chilometri finali che portavano sull'anello dell'arrivo. E quando sono entrati in coppia al Velodrome, l'esito dell'edizione 123 dell'Inferno del Nord era già scritto ancor prima dello sprint conclusivo. Con Pogacar ben consapevole che avrebbe visto volare al vento l'ennesimo tentativo di sfatare il tab§ con l'unica Monumento che ancora una volta non entra nel suo ricchissimo palmares: "Ma come faccio a batterlo in volata?" ha infatti riferito via radio all'ammiraglia UAE, come ha raccontato il ds del team emiratino, Fabio Baldato, poco prima dei momenti decisivi.
Pogacar e la maledizione della Parigi-Roubaix: ancora secondo
L'anno scorso van der Poel, quest'anno Van Aert. In mezzo, la caduta della passata stagione e le forature e i guai meccanici di domenica pomeriggio e, soprattutto, un'altra Parigi-Roubaix dannata per Tadej Pogacar che china il capo al traguardo. Il testa a testa con Wout Van Aert è stato impietoso, scattato sui pedali in una progressione irresistibile, lo sloveno che ha provato a reagire risedendosi subito sulla sella e scuotendo la testa all'arrivo. Ennesima, amara, sconfitta, secondo posto consecutivo per quella che resterà ancora per un anno la Monumento proibita per il campione del mondo che ha visto sfumare anche il record di vincere tutte le più importanti Classiche in un solo anno, evento mai visto (e che ancora resta da vedere) nella storia del ciclismo.

Ma se il finale era un racconto scontato e previsto per molti quando si sono visti entrare al Velodrome Pogacar e Van Aert insieme, ben conoscendo le doti da sprinter del belga, c'è da sottolineare come lo sloveno abbia provato il tutto e per tutto negli ultimi settori in pavé prima di rinunciare. Pogacar ha attaccato, con le sue solite progressioni, ma senza mai riuscire a scrollarsi di dosso Van Aert perfetto nel restargli a ruota, non darli mai spazio per un cambio, raggiungendo il finale a lui più congeniale. E poco prima di entrare nell'anello di pista che da 123 edizioni caratterizza la Roubaix, Pogacar sapeva già di aver perso.
Baldato rivela il via radio con Pogacar: "Aveva già capito tutto prima della volata"
A rivelare questo retroscena è stato il direttore sportivo della UAE Emirates ai microfoni di BiciSport subito dopo l'amaro epilogo dell'Inferno del Nord 2026 che ha visto Van Aert col dito alcielo e Pogacar con lo sguardo a terra: "Lui ci ha provato, un paio di volte e soprattutto nei momenti col vento di fianco e a favore. Purtroppo il Carrefour de l'Albre era quello con più vento in faccia e si era già capito… Tadej lo aveva già capito perché poco prima mi aveva detto via radio: ‘ma come faccio a batterlo allo sprint?'. Un po' ironicamente" ricorda Baldato con un pizzico di rassegnazione.

"Wout era in gran giornata, ma Tadej aveva già speso tantissimo per lo sforzo di rientrare prima della Foresta. Peccato ma oggi, viste come sono andate le cose, non potevamo fare di più. La Roubaix è così, non è una novità. C'è stata un po' di sfortuna per tutti. Lo stesso Van Aert è dovuto rientrare da una foratura" ha spiegato poi Baldato. "Fa parte del gioco. Tadej è stato bravo e brava è stata la squadra a riorganizzarsi per riportarlo in corsa".