La 19a tappa del Giro d'Italia più che dai risultati è stata contraddistinta dalle polemiche. La vittoria in solitaria di Cerny, con la maglia rosa rimasta sulle spalle di Kelderman, è passata in secondo piano, dopo la protesta mattutina dei corridori che hanno chiesto e ottenuto una riduzione del percorso odierno da 258 a 124 km a causa del maltempo. Gli organizzatori hanno dovuto cedere anche se il direttore della Corsa in rosa Vegni ha dichiarato che "qualcuno dovrà pagare". A prendere le parti dei ciclisti ci ha pensato la grande gloria Gianni Bugno e l'attuale leader della classifica Kelderman.

Il classe 1994, ex campione e presidente dell'associazione internazionale dei ciclisti professionisti si è schierato dalla parte di quelli che sono stati ribattezzati come "ribelli". Gianni Bugno, che commenta anche il Giro d'Italia ai microfoni della Rai ha dichiarato: "E' stata una decisione presa in fretta, perché ieri i ciclisti sono rientrati molto tardi in albergo, e che non farà di sicuro piacere. Ma è una decisione che rispetto e che è saggia. Io sono dalla parte dei corridori. Avrebbero fare oltre 250 chilometri con pioggia e freddo".

Sulla stessa lunghezza d'onda di Bugno anche l'attuale leader della classifica del Giro d'Italia Wilco Kelderman che nelle prossime due tappe dovrà fare i conti con il compagno di squadra Hindley e Gheoghegan Hart, per mantenere la maglia rosa. L'olandese è stato perentorio, sottolineando la necessità di non correre rischi, soprattutto in un periodo come questi: "Questa mattina c'era un tempo pessimo, molto rischioso per il sistema immunitario. Noi come corridori volevamo accorciare la tappa e siamo felici che ci siano venuti incontro. Siamo stati contenti di fare la tappa sullo Stelvio, non sai mai cosa può succedere con il meteo quindi è sempre complicato".