La quarta vittoria di tappa nella crono finale con arrivo davanti al Duomo di una Milano scossa dal Covid sancisce una verità ormai diventata evidente: Filippo Ganna è il miglior cronoman al mondo, ma non solo. Le tre tappe a cronometro di questo Giro d'Italia non erano zeppe di chilometri e chilometri di strade piatte e dritte. Erano mosse, insidiose, complicate anche solo da un punto di vista del manto stradale. Non il massimo quindi per un re della pista come Ganna, che ha saputo però domare le tre cronometro in calendario con una meravigliosa espressione di potenza e bravura nel condurre la bici.

Ma questo in parte era già quello che conoscevamo di Filippo Ganna. Sulla pista è un totem a 24 anni. Ha vinto per quattro volte i Mondiali dell’Inseguimento individuale, stabilendo in quelli di Berlino 2020 il record del mondo in 4'01″934. È anche la colonna portante della nostra squadra di Inseguimento, battuta solo da una spaventosa Danimarca che macina record su record.

Quando nel 2019 il Team Sky scommette su di lui decide che è pronto per un percorso che già Sir Bradley Wiggins aveva fatto negli anni precedenti. Deve restare focalizzato sulla pista, ma allenamento e skills per la strada devono piano piano crescere e farlo diventare forte anche fra i grandi del ciclismo su strada. E Ganna non ci ha messo molto ad imparare. Ai Mondiali dello Yorkshire 2019 è terzo nella prova a cronometro, mentre quest’anno è definitivamente esploso con la vittoria dei Mondiali di Imola, le quattro tappe al Giro e una considerazione internazionale ormai massima per il suo stile di corsa e la sua inarrestabile potenza in bici.

Ma se questo è stato il passato ed è il presente di Filippo Ganna, il Giro d’Italia ha mostrato anche meravigliosi squarci di futuro. In primo luogo la vittoria in fuga a Camigliatello Silano, dove ha fatto un’azione alla Cancellara e ha dimostrato fondo, spunto e grandi doti strategiche. Da questo segnale spuntano come funghi i traguardi possibili per Ganna.

Il primo in ordine di tempo è distante un anno circa ed è un multiplo di sogni olimpici. Quella giapponese può essere davvero l’Olimpiade di Ganna perché dovrà guidare il quartetto azzurro nell’Inseguimento a squadre (mai malediremo abbastanza chi ha avuto la stoltezza di eliminare dal programma lo storico e intoccabile Inseguimento Individuale. Come se al nuoto togliessi i 100 stile libero dalle gare olimpiche. Una follia!) e potrebbe addirittura provare una Madison con Viviani, se in forma strepitosa e dopo averla allenata per tutto l’anno. Inoltre sempre in Giappone ha anche la gara a cronometro su cui mettere la sua enorme fiche.

Sempre su pista poi Ganna può continuare a sfidare la storia, non solo continuando a vincere titoli mondiali ma anche pensando di affrontare i più grandi nel record dell’ora. I nomi di chi ha sfidato il “mostro” e ha vinto sono la storia del ciclismo: Fausto Coppi, Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Francesco Moser, Bradley Wiggins. Oggi il record è di Victor Campenaerts, stabilito ad Aguascalientes il 19 aprile 2019 con 55,089 km. Pensare di entrare in quella lista è un miraggio troppo affascinante.

Ma non di sola pista potremmo godere per quanto riguarda Ganna. L’Ineos ha già fatto uscire un po’ di rumors sul fatto che vuole costruire un Ganna totale. Prima di tutto nell’appoggio costante e sistematico che dovrà dare ai capitani nei grandi giri. E dopo quello che ha fatto per Tao Geoghegan Hart insieme a Rohan Dennis in questo Giro d’Italia ci siamo. Poi i traguardi possono diventare alcune classiche possibili per le sue caratteristiche. Di sicuro la Milano-Sanremo, poi la Parigi-Roubaix e infine il Giro delle Fiandre (Cancellara lo ha vinto tre volte). Se tutto questo si avvera, perché non pensare ancora più in grande e immaginare un Filippo Ganna probabile vincitore di un grande giro fra 4-5 anni?

Siamo ai grandi sogni, è vero, ma il materiale ciclistico e fisico è straordinario, la squadra è la migliore al mondo, la disponibilità è assoluta e per noi italiani è l’unico vero campione del ciclismo che sembra esistere a breve-medio termine. Da oggi in poi tutti guarderemo a Filippo Ganna con altri occhi e questa pressione dovrà sostenerlo e non schiacciarlo. Se accadrà, possiamo essere di fronte ad uno dei più grandi sportivi italiani del nuovo secolo.