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Elia Viviani rivive la caduta alla Parigi-Roubaix: “Il casco è esploso ma mi ha salvato la vita”

Elia Viviani, coinvolto in una caduta di gruppo nella Parigi-Rouvaix a pochi chilometri dalla partenza, non ha riportato gravi conseguenze grazie al caschetto indossato in corsa: “Ha permesso che l’urto non raggiungesse la mia testa” ha sottolineato il campione veneto sui social. Ripartirà subito per altre gare, in Canada, dove preparerà l’incredibile rincorsa al sogno più bello: la terza medaglia olimpica consecutiva.
A cura di Alessio Pediglieri
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Anche alla Parigi-Roubaix 2024 non è mancato il classico momento di paura, con una maxi caduta in seno al gruppo avvenuta dopo poco più di 30 chilometri dalla partenza. Poi, l'Inferno del Nord non ha regalato ulteriori patemi e si è potuto assistere all'assolo da campione di Mathieu Van der Poel che ha dominato in solitaria con una fuga epica. Ma in quello schianto, c'è chi ha rischiato grosso: Elia Viviani, ciclista della Ineos che si è salvato grazie al caschetto: "È esploso, nel momento dell'impatto, salvandomi la vita".

Dichiarazioni forti da parte del 35enne veneto già campione del Mondo e d'Europa su pista e su strada non ché oro olimpico a Rio nel 2016. L'impatto al suolo è stato violentissimo, il rischio di avere conseguenze traumatiche serie molto alto ma per una volta le protezioni in uso hanno svolto alla perfezione il proprio compito evitando una nuova tragedia. A rivivere quei momenti è stato proprio Viviani un paio di giorni dopo la gara svoltasi domenica 7 aprile e per lui conclusasi quasi subito.

"Può sembrare stupido dirlo e ripeterlo ma il casco mi ha salvato la vita nella caduta di domenica. È esploso nel momento dell’impatto facendo si che quell’urto non arrivasse alla mia testa" ha scritto in un post social il ciclista che poi ha aggiornato tutti sulle proprie condizioni fisiche post caduta. "I controlli fatti in Ospedale hanno escluso fratture e dopo essere tornato a casa ho effettuato con il Team altri test che hanno evidenziato una lesione del muscolo del gluteo sinistro ed un grosso ematoma, oltre alle varie abrasioni sul corpo! La testa è Ok!".

Notizie confortanti perché malgrado il violento colpo subito Viviani ha riportato alla fine solamente diverse escoriazioni e qualche botta. Nessuna frattura, come si temeva in un primo momento, e nemmeno particolari traumi in testa. Grazie al casco che ha salvato letteralmente la vita al ciclista e che nelle scorse settimane era stato sotto la lente di ingrandimento delle verifiche UCI all'indomani dell'avveniristico copricapo che la Visma di Vingegaard aveva presentato nelle tappe a cronometro suscitando più che semplice curiosità.

"Verificheremo se gli standard di sicurezza siano correttamente seguiti" aveva detto l'Unione Internazionale pronta anche a far ritirare il casco immediatamente. Allarme poi rientrato visto che le caratteristiche erano state rispettate al di là del design tutt'altro che ortodosso. Per Elia Viviani è bastato fortunatamente il "classico" caschetto da ciclista per evitare il peggio. Ora per lui un meritato riposo per riprendersi da botte e spavento e subito di nuovo in sella: appuntamento in Canada, seguito a vista anche dai fisioterapisti della Nazionale a Milton dove è i programma la prossima manche di Coppa del Mondo, ultimo appuntamento prima dei Giochi di Parigi 2024 dove Viviani proverà l'epica rincorsa alla terza medaglia consecutiva nell’Omnium.

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