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Bradley Wiggins costretto a mettere all’asta le 5 medaglie olimpiche: “Un mucchio di m**da su di me”

Ora è ufficiale: Bradley Wiggins è in bancarotta e dovrà restituire oltre 1 milione di euro ai suoi creditori. Per farlo, il tribunale ha pignorato tutti i suoi beni, compresi i titoli vinti e soprattutto le medaglie olimpiche, che verranno messe all’asta.
A cura di Alessio Pediglieri
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Adesso è ufficiale: Bradley Wiggins è stato considerato fallito dal tribunale inglese per un debito enorme di un milione di euro, mai saldato dopo che dallo scorso novembre le sue aziende erano entrate in amministrazione controllata per venire incontro ai tanti creditori. L'ex vincitore del Tour de France 2012 e cinque volte medagliato olimpico tra pista e strada, ora è al muro: tutti i suoi beni sono stati sequestrati e si provvederà a metterli all'asta. Tra questi, anche le medaglie dei Giochi che verranno vendute al migliore offerente per superare quello che l'inglese ha semplicemente definito "un mucchio di m**da che altri mi hanno gettato contro e che ora devo affrontare in qualche modo".

Sir Bradley Wiggins è stato un vero e proprio eroe nazionale inglese nonché ancor oggi l'olimpionico britannico più decorato di sempre, eppure negli ultimi dieci anni la sua vita e la sua carriera già dalla sella sono precipitate con l'ex ciclista che è stato dichiarato fallito non riuscendo a ripagare i creditori che dal 2020 lo hanno portato in tribunale, senza mai ottenere alcun risarcimento. Ora, l'ultimo atto: tutto ciò che è legato o riconducibile a Wiggins è stato sottoposto a sequestro e servirà per cercare di raccogliere la somma accumulata nel corso degli anni, pari a oltre un milione di euro.

La difesa di Wiggins: "Un mare di m**da a mio nome"

Il ‘baronetto' inglese ha sempre sostenuto una linea difensiva costante negli anni che però non gli ha mai permesso di poter rialzare finanziariamente la testa: Wiggins ha da subito denunciato che tutti i suoi problemi economici furono causate da persone che ne sfruttarono la popolarità del nome, in investimenti fraudolenti e falsi in cui lui poi si ritrovò dover affrontare fronde di creditori. "I miei problemi finanziari sono andati avanti per alcuni anni senza che io ne fossi a conoscenza, causati da persone negligenti che hanno sfruttato il mio nome senza dirlo. È una questione storica che coinvolge negligenza professionale da parte di altri. Ci sono già una serie di azioni legali da parte dei miei avvocati… c'è gente che ha lasciato un sacco di m**da con il mio nome in prima pagina, che adesso devo affrontare in qualsiasi modo"

Beni pignorati, le medaglie olimpiche all'asta

Per Wiggins è arrivato il momento di dover saldare il proprio enorme debito e il tribunale ha già imposto la strada da seguire: tutti i beni riconducibili al campione inglese saranno pignorati e poi messi all'asta al miglior offerente per rientrare il più possibile dal milione di debito. Tra queste ci sono anche le 5 medaglie olimpiche che fanno di Wiggins il britannico più premiato di ogni tempo ai Giochi. 

  • 2004 – Giochi di Atene: oro, Inseguimento a squadre
  • 2008 – Giochi di Pechino: oro, Inseguimento individuale
  • 2008 – Giochi di Pechino: oro, Inseguimento a squadre
  • 2012 – Giochi di Londa: oro, Prova a cronometro
  • 2016 – Giochi di Rio de Janeiro: oro, Inseguimento a squadre

Oltre ai successi olimpici, altro materiale sarà messo in vendita, prelevandolo da una carriera immensa in cui Wiggins si è fregiato anche di sette Mondiali (uno su strada, 6 su pista) e un Tour de France, nel 2012.

Tutti i guai di Wiggins, com'è finito in bancarotta

Da quando si è ritirato, nel 2016, da tutte le forme di ciclismo professionistico, Wiggins ha vissuto una storia oscura, fatta di convocazioni e processi presso l'Alta Corte sul fronte del doping, oltre ad aver dovuto gestire un complesso divorzio e poi i problemi finanziari continui fino all'attuale bancarotta. Nel 2018, un'indagine su Wiggins condotta dal comitato Digital Culture Media and Sport, coinvolse l'ex campione in una storia di doping dai contorni foschi, per l'utilizzo del controverso farmaco triamcinolone, accuse da cui poi venne assolto per insufficienza di prove.

Problematiche che influirono anche nella vita privata di Wiggins che nel 2020 affrontò il discusso divorzio con sua moglie Cath, conosciuta all'età di 15 anni e madre dei suoi due figli. Un'altra tegola che minò la stabilità di Wiggins che dovette in concomitanza, affrontare anche la pessima gestione dei propri affari: nello stesso periodo, infatti, la sua società, Wiggins Rights Limited, entrò in liquidazione volontaria nel 2020, dovendo ai suoi creditori più di 350.000 euro. Un debito mai sanato e che nel novembre 2023 arrivò a superare il milione di euro.

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