Zambrotta operato anche alla seconda gamba per correggere il varismo: ora potrà camminare normalmente
Seconda operazione chirurgica per Gianluca Zambrotta necessaria per migliorare ulteriormente dal varismo, il problema che lo affligge da anni alle ginocchia a causa dell'asportazione di entrambi i menischi e che, soprattutto dopo il ritiro dal calcio giocato, gli ha causato enormi problemi spingendolo agli interventi. Un argomento di cui l'ex calciatore di Juve, Milan, Barcellona e Nazionale è tornato a parlare pubblicamente, mostrandosi subito dopo l'ultima operazione al ginocchio destro che richiederà un lungo periodo di riabilitazione, già iniziato.
Zambrotta non ha mai desiderato pubblicamente affrontare il tema se non quando è stato inevitabile. Durante la carriera agonistica non ha mai avuto grandi infortuni e ha giocato a livelli altissimi fino a oltre i 35 anni e il varismo era già presente ma non lo ha mai limitato in modo invalidante. La situazione è peggiorata una volta dopo il ritiro, quando la situazione gli stava causando serie problematiche anche solamente a camminare: "Le mie gambe sono un modello da laboratorio per i chirurghi" aveva ironicamente affermato all'indomani del primo intervento, avvenuto nel novembre 2025.

Si era sottoposto a osteotomia in cui si è riallineato l'osso della gamba sinistra per spostare il peso del corpo dalla parte consumata del ginocchio a quella ancora sana. Fino al secondo intervento, avvenuto pochi giorni fa, per raddrizzare ulteriormente l'angolatura "a parentesi" delle gambe e rigenerare il ginocchio danneggiato, incidendo tibia e femore per poi usare una guida su misura stampata in 3D e le proprie cellule per stimolare la rigenerazione dei tessuti e sfiammare l'articolazione
Nuovo intervento perfettamente riuscito e che porterà Zambrotta verso una miglior postura complessiva con enormi benefici su tutto il corpo, tornando a camminare normalmente, e incidendo positivamente la qualità della sua vita post atleta, che è anche la causa principale di questo problema. Non ha mai subito gravi infortuni, eccetto l'asportazione di entrambi i menischi, ma sono stati il tempo e l'usura che hanno portato a creare questa deformazione ortopedica sempre più evidente. Il varismo era già presente durante l'attività agonistica ma non gli aveva impedito di concludere una carriera strepitosa, salutata a 35 anni, e nemmeno di iniziarne un'altra, giocando a padel.
L'obiettivo finale di questo lungo e doloroso cammino non è estetico, ma funzionale: preservare l'articolazione biologica dell'ex campione per evitare che debba ricorrere prematuramente a una protesi totale di ginocchia artificiali.
